L’app Novi chiude

Facebook-Meta: nuovo dietrofront con le criptovalute

Lanciato meno di un anno fa, il digital wallet Novi di Facebook-Meta chiuderà il prossimo primo settembre. Si tratta, nello specifico, del servizio per trasferire denaro tramite il portafoglio digitale di criptovalute della realtà fondata da Mark Zuckerberg.

Come riportano le agenzie, lo stesso colosso californiano lo ha annunciato agli utenti con un messaggio. Già dal 21 luglio l’app Novi e la sua integrazione per Whatsapp avranno delle limitazioni d’uso: da quel giorno gli utenti non potranno più versare denaro nei propri account. Novi ha consigliato di prelevare il proprio saldo «il prima possibile».  Gli utenti potranno trasferire il saldo sul proprio conto bancario, oppure prelevare i fondi digitali sotto forma di moneta fiat (moneta legale), quando possibile. Dal primo settembre non si accederà più al proprio account, né allo storico delle transazioni effettuate.

Come ricorda The Verge, Meta ha lanciato il progetto pilota di Novi negli Stati Uniti e in Guatemala lo scorso ottobre. Inizialmente doveva supportare transazioni veloci e gratuite utilizzando la criptovaluta supportata da Meta, Diem, ma una stretta delle autorità statunitensi ha costretto la società a collaborare con Coinbase, per l'utilizzo della stablecoin Paxos (equivalente al dollaro in qualsiasi momento).

Nel gennaio 2022 è arrivato l’annuncio dell’abbandono del progetto della crypto Diem (legato anche a una propria blockchain): gli assett sono stati ceduti alla banca californiana Silvergate.

Zuckerberg aveva lanciato l’idea di sviluppare una propria valuta digitale di proprietà di Facebook già nel 2019. Inizialmente denominata Libra, doveva essere collegata a una nuova infrastruttura mondiale per i pagamenti elettronici gestita dal social network. Da subito nomi come Mastercard, Visa, Uber, eBay, PayPal, Vodafone e Spotify l’avevano sostenuta, ma crescenti pressioni dei regolatori e delle banche centrali, preoccupati dei possibili effetti sulla stabilità finanziaria, nonché di una diminuzione del controllo a livello di politica monetaria, avevano provocato una serie di uscite dei partner strategici dal progetto.

In seguito LIibra è stata ribattezzata Diem ed è stato creato un consorzio, la Diem Association, per la sua gestione e per sottolineare l’indipendenza da Facebook, ma tutto questo non è bastato.

Secondo i media specializzati, il progetto Novi potrebbe non uscire del tutto di scena ma essere rispolverato per il metaverso, il futuro spazio virtuale evoluzione di Internet, dove in molti scommettono che si apriranno opportunità interessanti per il commercio digitale e non solo. Secondo Meta, che controlla i social Facebook, Whatsapp, Instagram e gli Oculos, ciascuno con il proprio avatar potrà, per esempio, fare shopping nel metaverso ma anche partecipare a delle riunioni. Di recente Zuckerberg ha accennato alla creazione di un portafoglio digitale, che potrebbe aiutare a gestire e archiviare «abbigliamento digitale, arte, video, musica, esperienze, eventi virtuali e altro ancora».

La decisione di chiusura di Novi avviene in un momento critico per le criptovalute. Di questi giorni la notizia del fallimento del fondo speculativo Three Arrows Capital che non è stato in grado di rimborsare il debito con il creditore Voyager Digital, specializzato in prestiti legati alle criptovalute. Questo default, unito a un forte calo del valore di gran parte delle crypto monete (il Bitcoin, per esempio, ha perso circa il 60% rispetto del suo valore, dal picco di novembre 2021) ha portato la Voyager Digital a presentare istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11. Prima ancora si è assistito al crollo dello stablecoin della blockchain Terra, TerraUSD, che teoricamente doveva valere sempre 1 dollaro (in giugno la Sec ha aperto un'indagine in merito), ma anche alla discesa della crypto tradizionale associata Luna.
e.f.
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