il fuoco potrebbe essere partito da polveri di lavorazione

Per la stampa nessun dolo nell'incendio alla Valentino Shoes Lab. Ma l'azienda frena:«Indagini ancora in corso»

L’incendio alla Valentino Shoes di Levane, nel comune di Bucine (Arezzo), è stato un evento colposo, originato probabilmente da polveri di lavorazione smaltite non in modo corretto. Sono queste, secondo la stampa locale, le conclusioni che sarebbero contenute nel report consegnato dai vigili del fuoco alla procura di Arezzo, che indaga sull'accaduto.

Ma per l'azienda è ancora presto per stabilire con certezza le cause dell'accaduto: «l’indagine è ancora in corso e che pertanto non abbiamo alcuna evidenza sulla natura dell’accadimento» ha tenuto a sottolinare commentando quanto pubblicato dai quotidiani che si stanno occupando mediaticamente della vicenda.

Il rogo era scoppiato la notte tra il 1 e 2 aprile distruggendo il capannone che ospitava la produzione di calzature, in particolare il modello iconico Rockstud. Da subito la pista dell'evento doloso era stata messa in secondo piano: le immagini delle telecamere interne e della zona, infatti, non avevano evidenziato traccia di intrusione umana prima che si sviluppassero le fiamme.

L'incendio aveva causato la distruzione di 38.000 paia di calzature tra prodotto finito e semilavorato. Un danno ingente così grande da far predisporre in tempi record al ceo di Valentino, Jacopo Venturini, un piano d’azione con un orizzonte temporale di almeno un anno.

 

Grazie anche all'intervento di Prada, che ha messo a disposizione di Valentino un suo stabilimento nelle vicinanze, sarà possibile riprendere la produzione già dal prossimo 3 maggio.

 

an.bi.
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