le stime di smi

La moda femminile italiana tiene il ritmo: +2,8% nel 2015

Secondo le stime elaborate da Sistema Moda Italia, l'industria italiana della moda femminile (che comprende vestiario esterno, maglieria, camiceria e abbigliamento in pelle) archivierà il 2015 con un fatturato di oltre 12,8 miliardi di euro (+2,8%). Si conferma la dinamica di segno positivo registrata nel 2014.

 

Aumentano le esportazioni, il cui valore sale da 7,35 a 7,68 miliardi di euro (+4,5%), riguardando il 59,9% del giro d'affari settoriale. Anche le importazioni fanno un balzo in avanti del 7,1%, raggiungendo quota 4,29 miliardi.

 

Il saldo commerciale si attesta a 3,38 miliardi, contro i precedenti 3,34 miliardi. In calo per il terzo anno consecutivo il valore della produzione, che scende da 7,71 a 7,68 miliardi di euro (-0,4%).

 

Prendendo in esame i mesi tra gennaio e novembre 2015, il flusso verso l'estero accelera del 4,7%, con un picco del +8,7% verso l'UE, trainato da Francia e Germania, e un risicato +0,7% extra-UE, con exploit tuttavia in aree come Hong Kong (+20,7%), Usa, (+20,2%) e, più bassa nella graduatoria, Cina (+21,1%), che bilanciano il -32,6% della Russia.

 

In rialzo del 4,7% negli 11 mesi l'import: in questo caso, si nota una crescita del 10,6% dai Paesi extra-Ue (guidati dalla Repubblica Popolare, che copre il 25,6% del totale importato e progredisce del 7,3%, mentre il Bangladesh, terzo, avanza quasi del 30%) e di un più moderato +3,6% dall'Unione Europea. Nel nostro continente è da segnalare il +16,4% della Francia, seconda nella classifica generale delle nazioni fornitrici.

 

I consumi finali interni, analizzati da Smi insieme a Sita Ricerca, restano in area negativa, ma riducono la percentuale di calo: se nel 2013 incassavano addirittura un -7,1%, dopo il -5,1% del 2012, il -3,9% del 2011 e il -3,4% nel 2010, due anni fa il rosso si è ridotto a un -3,7% e il trend è proseguito nel 2015, con un -2,1%, equivalente a 10,5 miliardi di euro.

 

Il best performer tra i comparti è la camiceria femminile, in avanzata a doppia cifra sui mercati stranieri. In lieve accelerazione confezione e maglieria. In difficoltà, in seguito alla contrazione dell'export, la confezione in pelle, che inverte la tendenza dopo un biennio 2013-2014 discreto.

 

Cautela, con un accenno di ottimismo, nelle previsioni sull'anno in corso. «Nonostante il contesto politico-economico resti fortemente incerto - si legge - per la moda femminile, come per il resto della filiera tessile-moda, si confida in un mantenimento dell'evoluzione complessivamente favorevole, pur su ritmi moderati, anche nella prima parte del 2016» (nella foto, modelli di Ermanno Scervino per la prossima primavera-estate).

 

 

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