Vendite a quota 970 milioni

Per Safilo fatturato e utili in crescita. Il ceo Trocchia: «Fiduciosi nel 2022, i fondamentali sono a posto».

«Un risultato oltre le nostre attese. Attendevamo un 2021 positivo, ma il miglioramento registrato rispetto al 2019, a livello sia di ricavi sia di redditività, è stato superiore alle stime». Così Angelo Trocchia, amministratore delegato di Safilo Group ha presentato i dati di bilancio 2021 del gruppo di eywear, tornato in utile dopo due anni.

L’anno scorso le vendite nette hanno raggiunto quota 970 milioni di euro (+26,3% a cambi costanti rispetto al 2020 e +7,5% sul 2019), mentre il gruppo è tornato all’utile per 27,4 milioni rispetto alla perdita adjusted di 50,1 milioni del 2020 e al rosso da 6,5 milioni del 2019. Il margine netto è stato pari al 2,8% del fatturato.

«Abbiamo chiuso l'anno superando ampiamente le nostre aspettative iniziali, con una performance guidata dalle nostre vendite organiche, in crescita del 10,5% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019, e dall'efficacia della strategia di revisione del portafoglio marchi, attuata negli ultimi anni attraverso l’inserimento di nuovi brand di proprietà e nuove licenze», ha commentato il ceo del gruppo, che nel 2017 aveva dovuto affrontare la perdita delle licenze del gruppo Lvmh.

A livello di aree geografiche, nel confronto con il pre-pandemia è in Nord America che Safilo ha registrato la perfomance migliore, con un aumento del 47% a cambi costanti, grazie alla forte progressione delle vendite organiche (+15,9%) e alle acquisizioni.

«I risultati del Nord America sono più vivaci rispetto a quelli europei - ha sottolineato Trocchia -, trainati da una combinazione di andamento di mercato e scelte dell'azienda con le acquisizioni di Blenders e Privé Revaux e dalle significative performance del nostro brand Smith, per cui abbiamo lanciato anche la nuova piattaforma di e-commerce».

Al 31 dicembre scorso l'indebitamento finanziario netto di Safilo si è attestato a 94 milioni, in calo rispetto ai 222,1 milioni del 2020 grazie ai proventi netti, pari a 133,1 milioni di euro, derivanti dall'aumento di capitale concluso con successo a novembre 2021.

«I fondamentali sono a posto e ora dobbiamo gestire la situazione contingente. Affrontiamo il 2022 con prudente fiducia, ma più per ragioni esogene che non interne all'azienda. I primi mesi hanno avuto un'evoluzione positiva», ha precisato il ceo.

Sul fronte industriale il manager non è troppo preoccupato per l'aumento dei prezzi delle materie prime: «I nostri processi produttivi non sono ad alto assorbimento di energia e quindi non veniamo penalizzati come altre industries sotto questo profilo. L'impatto principale è sicuramente quello dei costi di
logistica e trasporti, ma troveremo il modo di non risentirne».

 
an.bi.
stats