L'export sale all'80%

Eleventy sempre più internazionale: è l'ora di Emirati e Cina

Mood green per la collezione Eleventy della prossima estate, sotto i riflettori a Milano Moda Uomo. Il brand punta a chiudere il 2019 a quota 30 milioni di fatturato, in progress rispetto ai 28 del 2018. «Merito della spinta sempre maggiore all'internazionalizzazione, con un occhio attento al posizionamento», racconta Marco Baldassari, fondatore e direttore creativo uomo dell'azienda sotto il controllo del fondo Vei Capital.

 

«L'obiettivo dei 30 milioni è assolutamente raggiungibile - spiega Baldassari -. La pre-collezione estiva è andata benissimo e altrettanto a gonfie vele è andato il sell out dell'attuale stagione calda. Oggi Eleventy è un marchio globale distribuito in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, in Corea, segno di un percorso importante compiuto a livello di qualità, prima ancora che di numeri».

 

E gli orizzonti si ampliano: «Siamo entrati in Arabia con Al Tayer, un gruppo fortissimo nell'area, e abbiamo iniziato proprio ora un percorso in Cina con Secoo, realtà di punta locale nella sfera luxury». «Una scelta mirata, quella della piattaforma online - puntualizza - in un Paese in cui strategicamente è meglio l'approccio online, prima di pensare a un progetto retail».

 

Per il brand, che realizza l'80% del turnover all'estero, con una presenza in 30 mercati, l'obiettivo prioritario, in questo momento, sono i department store: «Ci interessa consolidare la nostra presenza presso le insegne top al mondo, come Harrods, Harvey Nichols, Selfridges, per rinsaldare l'awareness e anche gli economics, per poi procedere con investimenti più massicci sul fronte retail», spiega il fondatore e direttore creativo menswear del brand, che a oggi è insegna di 17 monomarca tra Italia ed Europa, più vari shop in shop, oltre a un network wholesale di 420 punti vendita.

 

Per la prossima estate Baldassari ha proposto una collezione da cui emerge un'attenzione sempre più marcata alla sostenibilità: «Non possiamo dire di avere creato una linea ecosostenibile, ma di sicuro abbiamo applicato una sorta di bilancio di sostenibilità a ogni scelta. Dietro a ogni capo ci sono domande tipo: "quanto fa male al pianeta terra e come posso limitare o meglio ancora evitare i danni?".

 

Emblematico il denim, grande scommessa della stagione («non si può vivere senza jeans»), interpretato in ottica luxury e green: «Abbiamo evitato lavaggi chimici e tinture inquinanti, persino nel caso dei jeans neri che siamo in pochi a produrre in Italia, dove la legge è severissima e alle tintorie industriali proibisce l'uso di certi coloranti e impone sistemi produttivi e impianti di depurazione supercostosi».

 

Articolo di punta della collezione è la giacca, prodotta da artigiani che impiegano in media otto-dieci ore di lavoro per ogni pezzo, da sdrammatizzare in abbinamento con T-shirt in lino o canapa, o con la felpea in chiave street.

 

Non manca una parte più athleisure, ispirata a un viaggio nella savana, in cui spiccano proposte realizzate in materiali naturali e performanti, ideali al tempo stesso per le occasioni formali e per il tempo libero

 

Su tutto domina un concetto di relax, frutto dell'impiego di tessuti preziosi e confortevoli e di volumi che tendono ad ammorbidirsi.


Nella foto, Marco Baldassari con i modelli vestiti Eleventy.

c.me.
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