L'impatto sul Tessile-Moda nel 2020

Vago (Smi): «Covid 19, per le imprese italiane una perdita di fatturato fino a 9 miliardi»

«Attualmente il dato più rilevante è la perdita accertata nel primo trimestre di 3,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo 2019 ma, spalmato su base annua, il calo di fatturato delle aziende del settore Tessile-Abbigliamento potrebbe salire a 9 miliardi». 

È questo, secondo Marino Vago, presidente di Smi-Sistema Moda Italia, lo scenario che, a causa dell'emergenza Covid 19, si prospetta per il comparto per la fine 2020.

«L'attuale situazione di profonda incertezza dei mercati internazionali ha portato a previsione di riduzione dell'export di circa il 20%, quotabile in 6 miliardi» ha aggiunto il numero uno di Smi nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'indagine, che fornisce una fotografia, aggiornata al primo trimestre 2020, di quanto si è verificato nel settore Tessile-Abbigliamento con lo scoppio dell'emergenza sanitaria.

Dall'indagine, elaborata dal Centro Studi di Confindustria Moda e realizzata tra gli associati tra il 7 aprile e 17 aprile - e i cui risultati erano già circolati nei giorni scorsi e pubblicati su fashionmagazine.it - emerge che il 24% delle aziende era parzialmente attivo (ovvero ha proseguito l'attività limitatamente ad alcune funzioni aziendali), mentre il 13% ha aderito alla riconversione produttiva.

Il 58% del campione ha affermato che, allo scoppio dell'emergenza, la problematica principale affrontata dall'azienda è stata la relazione con i clienti, mentre per il 39,5% sono state le esigenze di liquidità, insieme agli ostacoli della burocrazia, ad avere un peso importante. Sotto questo profilo - ha commentato Vago - si poteva fare meglio, chiedendo una collaborazione a chi questi problemi nelle aziende li affronta regolarmente».

Secondo l'indagine, il 95% circa delle aziende a campione ha previsto il ricorso agli ammortizzatori sociali, coinvolgendo nel 65% dei casi oltre l'80% dei lavoratori. 

«Un segnale - ha tenuto a precisare il numero uno di Smi - di quanto gli imprenditori tengano alla sicurezza economica dei dipendenti, confermata anche dal fatto che tantissime imprese hanno anticipato le erogazioni della cassa integrazione. I nostri imprenditori non hanno esitato a indebitarsi pur di mandare avanti le imprese e per questo ho trovato fuori luogo le parole del ministro Francesco Boccia, quando ha detto che molti industriali spingevano per riprendere in quanto annebbiati dal "dio denaro"». 

Molto alto anche il numero delle aziende che hanno utilizzato lo strumento dello smart working (l'80%), «segnale che le aziende non si sono fatte trovare impreparate» ha sottolineato Vago.
an.bi.
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