Lo scontro con i francesi colpisce il titolo

EssilorLuxottica: Del Vecchio minaccia di ricorrere alle vie legali

La holding Delfin di Leonardo Del Vecchio attraverso un comunicato porta alla luce gli attriti con i francesi, partner in EssilorLuxottica.

Alla Borsa di Parigi il titolo del colosso dell’eyewear e delle lenti oftalmiche è colpito dalle vendite. Poco prima delle 17 registra un calo del 6,3%, a 98,34 euro per azione, mentre il Cac 40 segna un +0,19%.   

«Delfin - come si legge nel comunicato - ha identificato comportamenti di alcuni rappresentanti di Essilor che meriterebbero l’adozione immediata di misure appropriate da parte del Consiglio poiché contrari al dovere di leale cooperazione e buona fede richiesto dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, essenziale per il corretto funzionamento della governance della Società». «Per Delfin - prosegue la nota - tali comportamenti costituiscono una palese violazione dell’Accordo di Combinazione e delle regole di governance di EssilorLuxottica».

Il comunicato è stato pubblicato ieri in serata, dopo la seduta del board del 18 marzo nel corso della quale «non è stata comunicata alcuna azione da parte del consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica in relazione alle questioni di governance che sono state oggetto di speculazioni sulla stampa nei giorni scorsi».

Nella nota Del Vecchio, che è presidente esecutivo di EssilorLuxottica, dice di avere investito nel gruppo nato dalla fusione fra Essilor e Luxottica il risultato di un’intera vita lavorativa e di essere convinto dell' «enorme valore industriale del progetto di integrazione», tanto da aver accettato una limitazione al 31% dei suoi diritti di voto «e, per un periodo iniziale che termina nella primavera del 2021, anche pari poteri e pari rappresentanza nel cda per Delfin ed Essilor».

Come specifica il comunicato della holding, tale periodo doveva «favorire un graduale processo di integrazione delle culture, dei valori e delle due organizzazioni aziendali».

Invece, in questa fase, «i rappresentanti di Essilor hanno deliberatamente impedito a Delfin anche di rivendicare la sua quota paritaria di autorità aziendale insita nel principio concordato degli uguali poteri».

Il partner italiano intende continuare a «rispettare ed esigere il pieno rispetto da parte dei rappresentanti di Essilor dell'accordo di combinazione e delle regole di governance della società, sulla base dei quali Delfin, così come gli azionisti di Essilor e di Luxottica, hanno deciso di sostenere il progetto di combinazione tra Luxottica ed Essilor International».

Del Vecchio si riserva quindi «di intraprendere tutte le azioni che riterrà necessarie o appropriate per proteggere il suo interesse, quello di EssilorLuxottica e di tutti i suoi stakeholder».

In un’intervista pubblicata questa mattina da Le Figaro, Del Vecchio attacca direttamente le vicepresidente esecutivo (vice-président-directeur général délégué) di EssilorLuxottica, Hubert Saignières, accusato di «accettare soltanto ciò che lui stesso propone».


In giornata non è mancata la risposta di Saignières che, attraverso un comunicato, ha definito le accuse di Delfin sul funzionamento del gruppo e la sua direzione «gravi e menzoniere», nonché «contrarie all’interesse sociale dell’azienda e che danneggiano la società e l’insieme dei suoi azionisti».

Come pubblicato nei giorni scorsi da fashioinmagazine.it, il patron di Luxottica punterebbe a trasferire le responsabilità operative al suo braccio destro Francesco Milleri.

e.f.
stats