Lo show Métiers d'Art online il 3 dicembre

Chanel: in Francia pensa alla sfilata, in Cina al rialzo dei prezzi (e al rischio daigou)

Dal castello di Chenonceau alla Cina: sono queste le location "calde" di Chanel in questi giorni.

In Francia la griffe ha confermato la sfilata Métiers d'Art dell'1 dicembre nella Valle della Loira, anche se non ci saranno ospiti presenti, come era stato previsto a metà settembre. Lo show - che negli anni ha fatto tappa a Shanghai, Roma, Edimburgo, Salisburgo e Dallas - verrà trasmesso online due giorni dopo, sul sito di Chanel e sui social.

Intanto nella Repubblica Popolare, ormai primo mercato al mondo per il lusso, la decisione del brand di alzare per la seconda volta i prezzi spinge la stampa specializzata a interrogarsi sulle prospettive a medio termine di questa scelta. Il quotidiano specializzato locale Jing Daily ha infatti dedicato un lungo articolo alle conseguenze che la scelta di alzare il listino potrebbe portare con sé.


Attualmente la griffe guidata da Bruno Pavlovsky ha boutique solo nelle metropoli di primo piano, mentre è quasi assente nelle città di seconda o terza fascia, dove invece Louis Vuitton può già contare su una presenza retail. Chanel poi non ha ancora sviluppato una strategia e-commerce nel Paese, fatta eccezione per il beauty e la profumeria, disponibile su Tmall.

Scelte legate alla volontà della maison di affermare la boutique come base della vera esperienza dell’hard luxury, ma che rischia di non poter soddisfare la domanda dei cinesi che vogliono acquistare in casa i prodotti con la doppia C, in un momento in cui questi ultimi non possono viaggiare all'estero. 

Secondo Jing Daily, quindi, questa situazione potrebbe spingere Chanel a investire nell’apertura di nuovi monomarca. L'altra possibilità è che riveda la sua posizione e inizi a investire maggiormente sul digitale.

C'è una terza opzione, secondo il quotidiano asiatico, ossia che il marchio non faccia nulla, lasciando spazio di manovra ai daigou, gli “intermediari” del lusso che in Cina stanno perdendo terreno, dopo stagioni di dominio sul fronte dello shopping.

Uno scenario, quest'ultimo, che Chanel dovrebbe scongiurare, visto che con le loro commissioni i daigou inquinerebbero le politiche di prezzo. Inoltre in questa situazione la griffe perderebbe la possibilità di monitorare gli andamenti delle vendite e di tracciare la clientela.

 

an.bi.
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