L’online fa affari con i brand del retail fisco

In Uk Boohoo compra Debenhams, Asos in lizza per TopShop

Il fashion e-tailer Boohoo investe 55 milioni di sterline (circa 62 milioni di euro) per alcuni asset dei grandi magazzini Debenhams Uk in amministrazione controllata da dicembre.

L’investimento include il marchio, che ha più di due secoli di storia, e l’e-commerce di Debenhams, che nell’esercizio fiscale terminato il 31 agosto hanno originato circa 400 milioni di sterline (circa sette volte l’investimento di Boohoo).

Gli amministratori fanno sapere che alcuni store riapriranno per liquidare le rimanenze e risarcire i creditori mentre Boohoo gestirà le vendite online. Alla fine di questo processo tutti i negozi del Regno Unito (124) saranno chiusi. La transazione consentirà di rilanciare il marchio Debenhams, di mantenere l’operatività online e una rete in franchising internazionale, che opererà su licenza utilizzando il nome Debenhams. La transazione non interessa Magasin du Nord in Danimarca, che continua a operare in modo indipendente.

Ad attrarre Boohoo, il fatto che il sito di Debenhams riceve 300 milioni di visite l’anno, che lo colloca in vetta alla top ten degli e-tailer britannici per traffico.

Mahmud Kamani, executive chairman di Boohoo, ha definito l’operazione un «transformational deal, che permette di cogliere un’opportunità, mentre le vendite online continuano a crescere». «La nostra ambizione - ha detto - è creare il più grande marketplace in Uk». La piattaforma di Debenhams permetterà di accelerare il piano di diventare leader non solo nel fashion e-commerce ma anche in categorie come il beauty, lo sport e l’homeware.

L’operazione Debenhams segue ad altri investimenti conclusi da Boohoo nel corso della pandemia, come il business online dei marchi Oasis e Warehouse. Nel 2019 è stata la volta di Karen Millen e Coast: anche in questo caso non sono stati rilevati i negozi fisici.

La concorrente Asos sembra stia muovendo gli stessi passi. Oggi è stato confermato l’avvio di trattative in esclusiva da fashion e-tailer per alcuni marchi nel portafoglio di Arcadia, in amministrazione controllata dal novembre 2020.

Si tratta di Topshop, Topman, Miss Selfridge e HIIT. Come si legge in uno scarno comunicato, il board di Asos ritiene che questa acquisizione rappresenti un'opportunità di rilevare marchi forti in sintonia con la base dei clienti. «Tuttavia - precisa il management - in questa fase non ci può essere certezza di una transazione». Asos manterrà gli azionisti aggiornati e fa sapere che  l’acquisizione sarebbe finanziata con le riserve di liquidità.

Nei giorni scorsi Sky News, riportando le voci di un interesse di Asos per Topshop, ha scritto che per il brand sarebbero stati offerti 250 milioni di sterline. 

Arcadia, che impiega 13mila persone, è il più grande gruppo britannico vittima della pandemia. Il virus però ha solo accentuato una crisi che era già stata innescata, come nel caso di Debenhams e altri retailer, dalla concorrenza delle piattaforme e-commerce e dalla Brexit.   

e.f.
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