Lusso e sostenibilità

I piani ambiziosi di Kering

Tra le aziende del lusso Kering è leader in fatto di sostenibilità, come decretato lo scorso anno dal Dow Jones Sustainability Index. Tra gli obiettivi ha la riduzione del 40% dell’impatto dei suoi brand in termini di conto economico ambientale (EP&L-Environmental Profit and Loss).

Lo ha ricordato al Milano Fashion Global Summit 2018 Marie-Claire Daveu, chief Sustainability officer e head of International institutional affairs del colosso francese, che controlla marchi come Gucci, Ysl e Bottega Veneta. Nei target c’è anche una diminuzione del 50% delle emissioni di CO2 e la tracciabilità totale delle materie prime.

Il gruppo sta anche investendo in startup, per un tessile eco-friendly e lo studio di nuove fibre.

«La sostenibilità è una delle chiavi di successo di un business, stimola l’innovazione e la creatività», ha spiegato Daveu, raccontando che in Kering si è cominciato a ragionare così da quando François-Henri Pinault è diventato ceo del gruppo. Questo ha portato a delineare una strategia per il 2025, con chiari obiettivi sul fronte sociale e ambientale.

«Si tratta di un investimento da cui stanno derivando anche risparmi di costi, in particolare per quanto riguarda il consumo di energia», ha precisato la manager, sottolineando che ormai la sostenibilità non è più un’opzione ma una necessità.

Il gruppo si è impegnato a rendere noto, ogni tre anni, i traguardi raggiunti, nell'ottica di un miglioramento costante. In merito ai progetti in corso, Daveu ha risposto: «Non ne abbiamo uno solo, però uno dei temi su cui ci stiamo concentrando è l'animal welfare».

Kering non ha statistiche a portata di mano al momento, ma Daveu ha confermato che nelle boutique dei marchi del gruppo i clienti fanno domande in merito alla sostenibilità, anche se di norma da un prodotto di lusso ci si aspetta la perfezione in tutti i sensi. A tenersi informati sono pure gli investitori del lusso.

Resta il fatto che tutti, a livello di singola azienda ma anche di settore, con il coinvolgimento dei singoli player, dovrebbero impegnarsi a comunicare la sostenibilità. «Rispetto a sei anni fa l’industria si sta mobilitando di più ma ora dobbiamo muoverci velocemente: i cambiamenti climatici sono una reale emergenza», ha concluso la chief sustainability officer.

e.f.
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