L’utile 2020 scende del 78%

Adidas prevede margini in recupero per il 2021

I ricavi di Adidas tengono, sostenuti dall’e-commerce. Nell’ultimo trimestre 2020 si sono attestati a 5,55 miliardi di euro, in aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2019 e senza l’effetto valute (-5% a cambi correnti). Il dato supera le stime degli analisti, che si aspettavano in media la cifra di 5,47 miliardi (fonte: FactSet).

Tutti i mercati sono risultati in miglioramento eccetto l’Europa, su cui incidono i nuovi lockdown. In forte accelerazione le vendite digitali, salite del 43% nell’ultimo trimestre dell’anno. Intanto il risultato operativo si sta avvicinando ai livelli di un anno prima: 225 milioni nel quarter, dai precedenti 245 milioni. Quasi in linea anche il margine, passato dal 4,2% al 4,1%.  L’utile del periodo ha registrato un -9,5% a 151 milioni.

I dati confermano un recupero dello sportswear già evidenziato dalla rivale Puma che, nei risultati trimestrali pubblicati poche settimane fa, ha messo a segno un aumento dei ricavi a cambi costanti del 9,1% a 1,52 miliardi di euro (+2,8% a valute correnti). La crescita è stata sostenuta dall’Asia/Pacifico, con in testa la Greater China.

Gli effetti del Covid sono più eclatanti nel bilancio annuale, dove gli utili di Adidas hanno accusato un -78% a 432 milioni, dopo che l’ebit ha subito un -71,78% a 751 milioni. I ricavi dell’anno hanno rivelato una flessione del 16% a 19,84 miliardi di euro. Le vendite digitali hanno superato i 4 miliardi di euro, in aumento del 53%. 

Per il 2021 il colosso dello sportswear prevede una ripresa in tutti i mercati, e forti incrementi in Greater China, in Asia-Pacifico e in America Latina. Questo dovrebbe portare l’operating margin al 9%-10% circa, dal 3,8% del 2020.

L’utile dall’attività operativa dovrebbe attestarsi nell’intervallo 1,25-1,45 miliardi di euro, dai 429 milioni del 2020.

L’outlook esclude il business di Reebok, ufficialmente messo in vendita da febbraio, ma include gli oneri legati al disinvestimento stimati a circa 250 milioni di euro, che impatteranno sul risultato operativo del 2021. Anche il 2022 ne risentirà (circa il 30% di 250 milioni) e solo dal 2023 non ci saranno più costi legati alla separazione dalla controllata americana, comprata 15 anni fa. 

Per quanto riguarda il piano strategico al 2025 illustrato oggi - denominato “Own the Game” - Adidas ha fissato come target un tasso di crescita annuale del 10% supportato dall’e-commerce (che dovrebbe raddoppiare a 9 miliardi di euro) e dall’uso di materiali riciclati. Il gruppo del Trifoglio prevede di investire più di un miliardo di euro in tecnologie digitali, incluso il design 3D e la comunicazione. Inoltre per il 2025 nove articoli su 10 saranno prodotti in modo sostenibile. Tra gli obiettivi c’è pure una crescita del segmento donna intorno al 15%. L’effetto globale sui profitti dovrebbe essere un aumento del 18% annuo.

Questa strategia quinquennale è la prima interamente architettata dal ceo Kasper Rorsted, arrivato al vertice nel 2016, ed è più ambiziosa di quella al 2020, che fissava la crescita delle vendite a un tasso tra il 7% e il 9%.

Il mercato sembra dargli fiducia: poco prima delle 15 le azioni Adidas salgono quasi del 6% alla Borsa di Francoforte. 

e.f.
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