+4% l'utile netto nel trimestre

Tapestry cala del 7%, ma batte le stime grazie a Cina e digitale

Le performance del digitale e la revenge shopping cinese attutiscono il calo di Tapestry nel secondo trimestre, che si è fermato a un contenuto -7%.

La holding a capo dei marchi Coach (nella foto), Kate Spade e Stuart Weitzman ha infatti messo a segno ricavi per 1,68 miliardi di dollari tra ottobre e dicembre 2020, grazie alla spinta del canale online (cresciuto a tripla cifra) e alle entrate registrate in Cina, che nel quarter sono rimbalzate del 30%.

“I nostri risultati – ha commentato la numero uno del gruppo Usa, Joanne Crevoiserat – hanno ampiamente superato le attese. La nostra maggiore attenzione al consumatore ha alimentato l'acquisizione di nuovi clienti in tutti i marchi con notevoli aumenti delle vendite in digitale e Cina. È importante sottolineare che per il secondo trimestre consecutivo abbiamo registrato un forte aumento del reddito operativo”.

Nonostante le condizioni avverse, l’utile netto è aumentato di oltre il 4%, arrivando a 311 milioni di dollari, rispetto ai 299 dell’analogo periodo del 2019.

Il marchio meno impattato dalla pandemia è stato Coach (-4%), con vendite pari a 1,22 miliardi di dollari. Seguito da Kate Spade (-13%), i cui ricavi sono stati di 375 milioni di dollari, e da Stuart Weitzman, il brand che ha sofferto di più, con un calo del 27% a 85 milioni di dollari.

 

a.t.
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