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Scompare un'altra signora del made in Italy, Carla Fendi

«Siamo come le cinque dita di una mano, ognuna con la sua peculiarità», diceva Carla Fendi, morta ieri (19 giugno) a 80 anni, di sé e delle sue sorelle Paola, Anna, Franca e Alda. Presidente onorario del Gruppo Fendi e a capo della Fondazione che porta il suo nome, si è arresa a una malattia.

 

Dopo gli studi classici, Carla Fendi si era formata sul campo, entrando nell'azienda di famiglia a fine anni Cinquanta e facendo esperienza in vari settori: amministrazione, produzione, vendite e progettazione - dove insieme alle sorelle ha lavorato a fianco di Karl Lagerfeld - e non ultime le pubbliche relazioni.

 

Va soprattutto a lei il merito di aver intuito in anticipo quanto fosse importante che il brand si internazionalizzasse, a partire dal difficile mercato statunitense.

 

Con la crescita della griffe, pur continuando a collaborare a livello creativo, Carla Fendi si era focalizzata su comunicazione, ufficio stampa, pubblicità, immagine e manifestazioni.

 

Nel 2007 aveva dato vita alla Fondazione Carla Fendi, attiva nei settori dell'arte e della cultura, grandi passioni sue e del marito Candido Speroni già dagli anni Ottanta, quando fu lei a scegliere di legare il brand Fendi al Festival di Spoleto.

 

Speroni non si era mai rammaricato di essere considerato, dopo aver abbandonato la professione di farmacista, il "marito di Carla Fendi": diceva di esserne orgoglioso e con lei aveva celebrato alla grande nel 2010 le nozze d'oro, con un concerto dell'orchestra di Renzo Arbore, 400 ospiti e un aereo che sorvolava la festa sventolando lo striscione "Carla e Candido forever".

 

Ma appena tre anni dopo, alla vigilia degli 83 anni, Candido era morto, lasciandole un grande vuoto che l'aveva provata psicologicamente e fisicamente. Ma, nonostante il dolore, lei non si era arresa ed era andata avanti con il suo solito sorriso sulle labbra, a occuparsi della Fondazione e degli altri impegni.

 

«Il nostro presidente onorario - ribadisce una nota - non ha mai cessato di contribuire attivamente e con immutata passione al successo dell'azienda, che ha continuato a essere una sua ragione di vita».

 

Per coincidenza, nel suo ultimo giorno di vita a Milano sfilava la collezione primavera-estate 2018 di Fendi, attualmente nell'orbita di Lvmh ma di cui lei, tra le sorelle, era quella che aveva mantenuto la quota più rilevante.

 

La sua morte arriva poche settimane dopo quella di un'altra protagonista del made in Italy, Laura Biagiotti, stroncata a 73 anni da un ictus lo scorso 26 maggio.

 

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