Mai più errori di taglia

Gap compra la startup degli avatar 3D Drapr

L’americana Gap punta a migliorare la fit experience dei suoi clienti e accelerare la trasformazione digitale con l’acquisizione di Drapr per una cifra non resa nota.

Si tratta di una startup lanciata dall’acceleratore della Silicon Valley Y Combinator nell’estate 2020 e fondata da David Pastewka, Will Drevno e Richard Berwick, che si occupano di tecnologie 3D da circa un decennio, grazie anche al supporto di Boost VC e Berkeley SkyDeck.

In estrema sintesi, con le tecnologie per l’e-commerce e le App di Drapr i consumatori possono creare il proprio avatar tridimensionale, che può provare i capi virtualmente. Questo dovrebbe aiutare ad azzeccare la taglia e il fitting, tenendo conto dello stile personale e della corporatura, il che per i retailer si traduce in un contenimento dei problematici resi.

Gap, che controlla anche marchi come Old Navy, Banana Republic, e Athleta, vuole proporre un fit experience più customizzata e inclusiva, con la possibilità di fornire proprie raccomandazioni ai clienti.

L’acquisizione è stata mediata dal Strategic Growth office di Gap guidato da Sally Gillian, che vede il fitting come uno dei maggiori momenti di “attrito” nello shopping.

Gap, quotata a New York, ha chiuso il secondo trimestre con ricavi netti pari a 4,2 miliardi di dollari, in aumento del 29% sullo stesso periodo del 2020 e del 5% sul 2019. A periodi comparabili le vendite sono aumentate del 12% rispetto al 2019.

Gli utili per azione del quarter terminato il 31 luglio si sono attestati a 0,67 dollari (0,70 dollari, se si escludono alcuni oneri legati soprattutto al cambio di modello operativo in Europa). Si confrontano con i -0,17 dollari di un anno prima.

Sulla base di queste indicazioni, sono stati rivisti al rialzo gli obiettivi annuali. I profitti per azione adjusted dovrebbero risultare nell’intervallo 2,10-2,25 dollari (la precedente forchetta era 1,60-1,75 per azione), ipotizzando che l’esercizio mostri un aumento del fatturato del 30% rispetto all’anno prima (dal +20%/+25% della precedente previsione).

e.f.
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