Marzo in miglioramento

H&M: trimestre in calo ma meglio del previsto

Tra dicembre e febbraio il colosso del fast fashion H&M ha registrato un calo delle vendite del 21% senza l’effetto cambi e del 27 a valute correnti, a 40,1 miliardi di corone svedesi (3,9 miliardi di euro circa).

Si tratta di una performance migliore delle attese degli analisti, per i tre mesi da dicembre a fine febbraio ipotizzavano una flessione del 30% (fonte: Refinitiv SmartEstimate).

«L’andamento delle vendite è stato significativamente influenzato dal Covid-19 e dalle ampie restrizioni e più di 1.800 negozi chiusi temporaneamente», dicono dal gruppo svedese.

«Dall’inizio di febbraio un certo numero di mercati ha visto la riapertura dei negozi e alla fine del quarter circa 1.300 punti vendita restano temporaneamente inattivi», aggiungono, precisando che l’e-commerce mantiene un trend molto positivo.

Per quanto riguarda il periodo dall’1 al 13 marzo, il giro d’affari è aumentato del 10% a cambi costanti, rispetto allo stesso periodo del 2020, in parallelo con le riaperture in alcuni territori, tra cui un grande mercato come la Germania. Restano chiusi ancora circa 900 dei 5mila negozi del gruppo guidato da Helena Helmersson.

L’intero report sull’andamento della trimestrale sarà pubblicato il prossimo 31 marzo. Intanto in tarda mattinata alla Borsa di Stoccolma le azioni di H&M registrano un rialzo dell’1,36% al prezzo di 223 corone svedesi. 

e.f.
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