Massimiliano Bizzi presenta White in versione digital

«Certi che a settembre torneranno gli eventi fisici, ora più visibilità per gli artigiani evoluti»

«Le piccole e medie imprese rappresentano più del 90% del settore moda. Sono best practice per la ricerca e la qualità, ma non sono conosciute come meriterebbero. White negli anni ha contribuito a promuovere queste realtà tra gli addetti ai lavori e continuerà a farlo, ma abbiamo deciso di promuovere una serie di iniziative per far conoscere le Pmi anche al grande pubblico».  

È con questo obiettivo che Massimiliano Bizzi si è impegnato nella realizzazione della nuova edizione di White Milano che - per la prima volta in versione only digital - sarà online dal 25 febbraio in concomitanza con Milano Moda Donna.  
 
Così - come spiegato oggi 18 febbraio in una conferenza stampa online - il salone dedicato alle collezioni donna, che sarebbe dovuto andare in scena fisicamente dal 25 al 28 febbraio durante la fashion week di Milano, si trasformerà in un evento virtuale con 200 marchi protagonisti e che vivrà su due canali: il sito di White (rinnovato per l'occasione) e il B2B marketplace.  

Al centro di tutto ci sarà uno storytelling e dei progetti speciali dedicati alla sostenibilità e all’artigianalità evoluta, con l’obiettivo di promuovere il ruolo delle piccole e medie imprese e delle realtà indipendenti.
 
Un progetto realizzato grazie al supporto di Maeci e Ice-Agenzia e alla partnership con Confartigianato Imprese, da tempo impegnata nel sostenere l'immagine di una artigianalità italiana evoluta, che le aziende partecipanti al White incarnano alla perfezione.  
 
«La moda artigiana non si ferma e noi siamo qui per dimostrarlo - commenta Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese -. In questa edizione di White l’Italia dell’eccellenza artigiana ha un nuovo palcoscenico digitale per mostrare ai consumatori di tutto il mondo la coraggiosa capacità di reagire alla crisi e di sperimentare nuove modalità di produrre e promuovere le proprie creazioni».  
 
Per Massimiliano Bizzi il concetto di "artigianalità evoluta" non è più legato esclusivamente al fatto a mano, ma anche alla creatività e alle nuove idee, per tale ragione l'imprenditore ha voluto che ci fossero molti talenti emergenti tra i partecipanti a questa edizione della rassegna. «Talenti che poi vanno sostenuti - chiosa Bizzi - anche dai buyer, che devono contribuire con la loro attività di buying e di scouting a sostenere la domanda di prodotto made in Italy, anche se non si tratta di grandi griffe».  
 
A questa richiesta di supporto commerciale, lanciata da Bizzi, hanno risposto positivamente professionisti come Claudio Antonioli di Antonioli, Beppe Angiolini di Sugar, Stefano Martinetto di Tomorrow e Daniele Ghiselli, titolare di Daniele Ghiselli Diffusione Show Room e tra i fondatori di Csm-Camera ShowRoom Milano, tutti intervenuti alla conferenza di lancio di White per  sottolineare il forte legame tra la manifestazione e il mondo del wholesale.  
 
Oltre al calendario di webinar e di special project, che saranno trasmessi in diretta dal 25 al 28 febbraio sul sito whiteshow.com, il format digitale di White prevede che fino a settembre 2021 saranno sviluppati una serie di progetti di storytelling per raccontare il mondo delle piccole e medie imprese.

In più, oltre alla parte magazine, il format digitale di White prevede anche una piattaforma B2B dove i buyer potranno acquistare le collezioni di aziende più consolidate come Faliero Sarti, Xacus, Pierre Louis Mascia, Oof Wear, Yatay.  

Continua inoltre la collaborazione con Altaroma – anche se solo in versione digitale – che sarà on show sulla piattaforma con una selezione dei migliori designer.
 
Quanto al ritorno alla manifestazione in presenza, Bizzi punta tutto su settembre. «Sarà il mese delle rinascita - dice -. Sono convinto che tutto ripartirà da lì: sfilate, fiere, Salone del Mobile».  
 
Un sentiment positivo, condiviso anche da Carlo Ferro, presidente di Ice Agenzia, che durante la conferenza ha commentato: «Nel 2021 il Pil del nostro Paese crescerà del 3,4% e le esportazioni dell'8%. Anche il tessile-abbigliamento, uno dei settori più duramente colpiti dalla crisi pandemica, tornerà auspicabilmente a crescere. Guardando però oltre i numeri, il digitale rimarrà centrale sia per la ripresa delle esportazioni sia come nuovo paradigma di consumo. E-commerce, made in Italy e artigianalità, innovazione e sostenibilità sono la chiave con cui leggere in filigrana le sfide del futuro».
an.bi.
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