MILANO FASHION WEEK

Obringer (L’Autre Chose): «Dalla colab con Superga all’abbigliamento, nel 2021 cresciamo double digit»

Nello store di piazza Santa Croce, proprio nel cuore del Quadrilatero tra il building di Armani e Montenapo, a catturare la curiosità di “tecnici” della fashion week e semplici passanti c’è l’ultima chicca di L’Autre Chose: la prima collezione di sneaker firmata dal designer Nicolò Beretta in collaborazione con Superga, con la rivisitazione di uno dei modelli iconici del marchio di casa Basicnet in chiave ultrafemminile.

«A noi che siamo specializzati in scarpe con tacco e suola in cuoio, frutto dell’eccellenza produttiva marchigiana, questa collaborazione apre nuovi orizzonti», spiega a fashionmagazine.it il ceo Edouard Obringer, che da metà 2020 ha preso in mano le redini de L’Autre Chose, al 100% di proprietà del fondo Sator.

Come anticipa il ceo, il brand sta recuperando velocemente terreno dopo l’impasse scatenata dall’emergenza sanitaria e si appresta a chiudere il 2021 con una crescita del 30% a 13 milioni di euro, riuscendo a riassestarsi sui livelli del 2019.

«A sostenerci - racconta il manager, ex Fiorucci e Pollini - è stato il nostro approccio equilibrato tra le diverse categorie merceologiche, con un total look che comprende calzature, accessori e abbigliamento, (quest’ultimo in espansione, con più maglieria e sete stampate, ndr) e i differenti canali distributivi, sorretti da una visione omnichannel».

Complice il cambiamento delle abitudini d’acquisto nella fase pandemica, l’e-commerce sta dando grandi soddisfazioni: «Un articolo su tre lo vendiamo online, sia sulla nostra piattaforma che su marketplace come Farfetch e Zalando, ma anche il social commerce si sta prendendo quote importanti», precisa Obringer, che però parla anche di una «ripresa netta di wholesale e retail», ossia degli oltre 350 clienti su scala internazionale e dei tre flagship attivi a Milano, Roma e Torino.

«In futuro - conclude - le nostre energie saranno focalizzate ancora di più su questa parola magica, omnicanalità, e sulle sinergie tra i diversi canali a livello di comunicazione, prodotto, servizio. C’è molto da lavorare, ma si profilano anche grandissime opportunità».

Fondata nel 1959, L’Autre Chose S.p.a.  ha fatto capo per molto tempo esclusivamente alla famiglia Boccaccini, che nel 1987 ha lanciato l’omonimo brand, partito con le scarpe e poi arricchito con il ready-to-wear e le borse.

Nel 2013 i Boccaccini sono stati affiancati da Sator, il fondo creato da Matteo Arpe, che ha rilevato un 49% delle quote, salendo all'84% nel 2016. Un percorso giunto a compimento a gennaio 2019, con l'acquisizione del rimanente 16%.

a.t.
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