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Albino torna a sfilare sotto la Madonnina: «Una nuova avventura in solitaria»

Prima (venerdì sera, 24 febbraio) la sfilata di debutto a Milano di Vionnet, marchio di cui è design director, poi (la mattina del 26, domenica) quella di rentrée della sua linea, dopo un’assenza di due anni trascorsi a Parigi: sarà un’edizione della fashion week intensa per Albino D’Amato. A rendere lo stilista orgoglioso non è solo la doppia passerella, ma il duplice ruolo che riveste per la sua etichetta: «Ora faccio anche il manager, non solo il creativo».

 

I risultati si vedono: interrotti i rapporti con l’ex socio e l’ex licenziatario, Albino - che non ha mai congelato il suo progetto - ha cercato un cambio di passo e per questo ha voluto modificare anche il nome del brand, che oggi è diventato Albino Teodoro.

 

«Ho aggiunto il mio secondo nome» racconta lo stilista. All’appuntamento con la passerella alla Triennale (la sfilata è fuori calendario) si presenta con una collezione autunno-inverno 2017/2018 fatta di circa 25 look.

 

Focus sui capispalla in double o in jacquard e sugli abiti dalle forme architettoniche e geometriche, da sempre i cavalli di battaglia del marchio. Quello che è cambiato nella collezione è la sua struttura, più concentrata rispetto al passato e suddivisa per merceologia in diverse capsule.

 

«Una struttura che aiuta i buyer - dice -. Chi vuole finalizzare un ordine consistente non deve fare altro che integrare le diverse capsule, mentre chi non ha grandi budget può contrarsi solo sulle categorie che desidera».

 

Cambia anche l’assetto produttivo: la collezione non è più gestita in licenza, ma Albino ha individuato come partner un’azienda di Brescia, mentre la distribuzione è gestita direttamente dagli uffici di viale Majno a Milano.

 

«In più - racconta D’Amato - abbiamo due nuovi agenti per gli Stati Uniti e il Giappone, da sempre mercati centrali per il marchio». La base da cui partire sono i circa 40 clienti multimarca nel mondo, tra cui big retailer come La Rinascente di Milano, Isetan a Tokyo e Bergdorf Goodman a New York, «ma la sfilata servirà a recuperare un po’ tutti i mercati, Italia compresa».

 

ll testo integrale dell'intervista è pubblicato su Fashion, datato 21 febbraio 2017 e dedicato in larga parte alla fashion week donna in corso fino al 27 febbraio e alle nuove collezioni autunno-inverno 2017/2018.

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