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Anche il Gruppo Tod's rivede tempistiche e format con il progetto Factory

L'esigenza di cambiare modalità e tempistiche nella presentazione e distribuzione delle collezioni è sempre più pressante nell'universo del fashion system. Tra la formula see now, buy now e la rivoluzione di Moncler, anche il Gruppo Tod's si inserisce nella dinamica evolutiva. Parte il progetto Factory, che vedrà l'uscita di più collezioni nell'arco dell'anno in partnership con stilisti diversi.

 

Come ha spiegato Diego Della Valle a Reuters, in occasione della sfilata di Tod's di oggi, 23 febbraio (nella foto, un modello in passerella), chi non si allineerà al cambiamento rischia di trovarsi in seria difficoltà. La scommessa è mantenere il gusto per il bello e il ben fatto, in cui inserire modalità innovative di presentazione dei prodotti.

 

«La velocità del mondo della moda ci ha obbligati a rivedere delle decisioni: non ci serve più uno stilista che alla fine rallenta i progetti. Noi daremo buone notizie ogni mese da vendere sul mercato», aveva annunciato Della Valle già nel 2016, preannunciando i cambiamenti che prendono consistenza ora.

 

Factory, nome ispirato allo studio newyorkese di Andy Warhol, è un'iniziativa che prevede più collezioni all'anno, ossia una serie di capsule in collaborazione con diversi designer, nomi affermati e giovani talenti, che saranno presentate di volta in volta, ha chiarito Della Valle.

 

«Il business model è cambiato - ha puntualizzato -. Tutto è più rapido ma anche in qualche modo più controllabile». «Le aziende di moda - ha proseguito - non possono più dare novità ogni sei mesi con due collezioni tradizionali all'anno. L'engagement sui social media, uno dei maggiori driver nel consumo del lusso, ha bisogno di essere sostenuto da prodotti di livello elevato».

 

Un cambiamento che trova rispondenza anche nel rinnovamenti ai vertici dell'azienda, che ha chiuso il 2017 con ricavi consolidati pari a 963,3 milioni di euro, in calo del 4,1% a cambi correnti, dove si registra l'uscita del ceo Stefano Sincini, al cui posto è arrivato, dalle fila di Bulgari, Umberto Macchi di Cellere.

 

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