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Il brand cinese Phaédo debutta alla Triennale: la moda diventa arte

La Cina si ritrova sempre più al centro del mondo della moda e  non solo dal punto di vista economico. A Milano ci sono sempre più stilisti emergenti con gli occhi a mandorla da tenere sott’occhio. Tra questi c'è Zhuzhu (nella foto) fondatore del marchio Phaédo, per la prima volta a Milano con un evento-installazione alla Triennale, aperto anche al pubblico.

 

Zhuzhu non è “solo” uno stilista. Basta osservare il suo lavoro e il luogo dove crea per considerarlo un artista. I capi realizzati con il suo marchio Phaédo sono quasi pezzi unici, opere d’arte di un progetto filosofico riassunto in tre valori: “Vessel in the valley”, “Present the good things”, “The ritualistic sense in daily life”.

 

Studi alla Scuola d’Arte di Sichuan e poi alla Central Saint Martin’s di Londra e alla Royal Academy di Anversa, dove è il primo studente cinese ammesso, lancia il suo marchio nel 2014. In attesa (a breve) di aprire i primi tre monomarca in Cina (a Shanghai, Chengdu e Suzhou), Phaédo non trascura le boutique top-level di Milano, Parigi, Londra, New York e Tokyo, con capi dal prezzo medio sell out tra gli 800 e i 1.000 euro.

 

Presenterà la sua collezione domani, 23 febbraio, alla Triennale, con un’installazione aperta al pubblico anche nei due giorni a seguire: le modelle accoglieranno gli ospiti circondate da mattoni fatti di amido di riso, tipici della tradizione cinese. Un allestimento voluto da Zhuzhu per dimostrare che «anche in Cina l’artigianalità è arte, una grande ricchezza da incentivare».

 

ll testo integrale dell'intervista è pubblicato su Fashion, datato 21 febbraio 201, e dedicato in larga parte alla fashion week donna in corso fino al 27 febbraio e con un focus speciale sulla new wave di designer cinesi.

 

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