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Alessia Santi cresce del 54% like for like e punta al raddoppio dei ricavi

A un anno dal lancio della collezione che porta il suo nome, Alessia Santi è approdata con il suo womenswear contemporary-chic in 600 negozi in Italia e all’estero e continua a evolvere, come dimostrano i risultati. Merito di una collezione che punta sulla femminilità e sul made in Italy con un mood cosmopolita. Sotto i riflettori a Milano la terza stagione del brand.

 

«Sto seguendo questa collezione con tanto entusiasmo e passione. Mi sono rimessa in gioco e dopo anni sono tornata a occuparmi di tutto, dalla selezione dei materiali ai ricami, dalla scelta di una fettuccia alla carta per i look book», racconta la stilista, che ha lanciato questo progetto dopo 15 anni trascorsi al timone stilistico di Manila Grace.

 

Il brand si caratterizza per il gusto contemporaneo, con un target di prezzi medio ed è il risultato della partnership con Stefano Bonacini, titolare di Gaudì, con cui Santi ha dato vita alla società a cui fa capo il marchio. Un total look in cui la maglieria ha il ruolo preponderante, affiancata da pantaloni, camicie e giacche. Proposte realizzate principalmente in Italia, tra la zona di Carpi e la provincia di Como, fatta eccezione per i capispalla sportivi.

 

«Rivolta a una consumatrice di 25/30 anni, la label si colloca su un target di prezzi medio ed è pensata per una donna indipendente, a livello economico ma anche di idee», chiarisce la designer.

 

E prosegue: «Il tema del prossimo inverno è un gioco degli opposti, che scaturisce dall’elaborazione di tessuti maschili in un’ottica femminile. Mi piace di stagione in stagione cercare soluzioni non convenzionali e scompigliare le carte per trovare nuove armonie. Un percorso che guarda sempre alla moda con un’ottica internazionale».

 

Per il futuro Alessia Santi punta ad affrontare il tema della sostenibilità: «Uso principalmente materiali naturali come lane, cotoni, sete, lini e quindi il mio è già un approccio responsabile. Voglio partire quindi dall’”esterno”, ossia da cartellini, etichette, appendini, che generano una grande quantità di rifiuti: un progetto che ho in serbo a partire dalla prossima stagione invernale.

 

La collezione è distribuita in 600 punti marca wholesale, di cui il 60% in Italia. Fuori dai confini nazionali i mercati principali sono Germania, Svizzera, Olanda, Belgio, Spagna, Grecia, Russia, Polonia e, recente, l'Asia.

 

«Il dato più importante – sottolinea il direttore commerciale, Franco Franzini - riguarda l’acquistato dei clienti che hanno cominciato a seguirci dalla prima stagione, che a distanza di un anno stanno comprando il 54% in più. Una percentuale esaltante in un momento come questo, che si riflette anche sulle previsioni di fine anno, che ci vedranno ragionevolmente raddoppiare il fatturato, rispetto ai 5,5 milioni di euro del 2019».

 

«Merito anche della scommessa sul servizio, che ci ha portato a consegnare il saldo dell’invernale entro la fine di luglio. Una strategia fondamentale per ottimizzare i processi di sell out», conclude il manager.

c.me.
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