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Tutto nuovo in Borbonese: ceo, stilisti, store e distribuzione

Nuovi stilisti (Dorian Tarantini e Matteo Mena), il ritorno del ready-to-wear (con un capsule destinata a crescere), nuovi negozi (a Parigi sarà inaugurata la nuova boutique durante la fashion week), nuova strategia distributiva (più selettiva), nuovo management (con il ceo Alessandro Pescara). La famiglia Mambrini è riuscita a concentrare nel giro di pochi giorni tutta una serie di novità intorno al marchio di cui è proprietaria Borbonese, gettando le basi di una strategia di rilancio.

 

Il cambio di guida manageriale e le new entry sul piano stilistico restano la novità principale. Pescara è arrivato in azienda da poco più di sei mesi e ha rivoluzionato tutta la squadra, scegliendo di puntare su due giovani talenti come Tarantini e Mena, rispettivamente anima del progetto M1992 e designer specializzato in accessori e a lungo responsabile delle calzature di Marni.

 

«Ci siamo capiti al volo - racconta il ceo durante l'evento organizzato al Teatro Manzoni alla fashion week di Milano -. Sono convinto di aver trovato qualcuno che condivide l'estetica di Borbonese, ma che è in grado di portarla a un risultato ancora più contemporaneo. Abbiamo iniziato a lavorare insieme su questa capsule che abbiamo chiamato 1910 in riferimento all'anno di fondazione del marchio. Un progetto che è la porta d'ingresso verso un nuovo mondo e nel giro di poche stagioni rappresenterà la nuova donna Borbonese, dall'abbigliamento agli accessori, orecchini compresi».

 

Le novità non si fermano al prodotto, perché Pesaresi ha rivoluzionato anche la distribuzione: molti dei 30 negozi monomarca saranno sottoposti a un refurbishment e intanto a Parigi, proprio durante la fashion week di questi giorni, sarà inaugurato il flagship store di rue Boissy-d'Anglas. «Siamo a pochi metri dalla storica boutique di Hermès in Fouburg Saint-Honoré - spiega il ceo - dove presenteremo un concept inedito. Entro la fine del 2019 arriveranno due new opening internazionale e anche su Milano stiamo facendo delle riflessioni sul punto vendita, che subirà dei cambiamenti al più presto».

 

Pescara ha messo mano anche alla distribuzione wholesale, che solo in Italia può contare su un network di 300 clienti multimarca, «che scenderanno a 210, perché vogliamo riposizionarci in chiave selettiva».

 

Quanto alle previsioni per la chiusura dell'anno, il ceo è prudente. «Il 2018 si è chiuso a 42 milioni di euro, per quest'anno non puntiamo a crescere a livello di fatturato, ma in termini di cassa. In questi mesi - conclude l'executive - prepareremo l'espansione internazionale che punterà su Cina e Giappone, due mercati che grazie al nuovo corso possiamo affrontare».

an.bi.
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