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Giorgio Armani: «È in atto una rivoluzione, a partire dai negozi». Ricavi -5%, obiettivo stabilità per il 2017

A margine della sfilata Emporio Armani nel weekend, Giorgio Armani ha fornito alcuni dati sull'andamento della sua azienda, che ha chiuso il 2016 con un -5% del fatturato, a quota 2,65 miliardi di euro nel fiscal year precedente. Ma ha anche parlato d'altro, per esempio della fine dei «negozi-mausoleo».

 

Lo stilista e imprenditore ha fatto notare come, dopo un periodo di stasi, nei prossimi due o tre anni si dovrà affrontare una rivoluzione copernicana a partire dai punti vendita, che devono accantonare l'immagine algida e staccata dalla realtà, tipica della boutique-mausoleo.

 

Glamour sì, quindi, ma non come sinonimo di autoreferenzialità e incapacità a evolversi, in un mercato in cui «la gente ha più scelta anche a livello di spesa».

 

Quanto ai conti aziendali, il gruppo cede leggermente sul giro d'affari, ma Armani non drammatizza. Il 2017? Niente trionfalismi, ma l'obiettivo più realistico di mantenere le posizioni.

 

Infine, anche il fashion designer ha detto la sua sulla diatriba tra i colleghi a proposito del vestire o meno Melania Trump: «Creo abiti per belle donne e lei lo è: quindi perché no?» (nella foto, Giorgio Armani con i modelli, al termine della sfilata di Emporio Armani).

 

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