Moncler tra i migliori di piazza affari

Hong Kong ritira la legge sull’estradizione e il lusso sale in Borsa

Una seduta all’insegna dei rialzi, quella odierna, per il lusso quotato. Dopo tre mesi di proteste a Hong Kong, ritirata la proposta di legge sull’estradizione.

La governatrice dell’ex-colonia britannica, Carrie Lam, ha annunciato attraverso un videomessaggio la decisione di ritirare la proposta di legge che avrebbe permesso di estradare i cittadini di Hong Kong in Cina per affrontare i processi. Inoltre ha mostrato un’apertura al dialogo con i manifestanti che però ottengono solo una vittoria su cinque (le altre richieste riguardano le dimissioni di Lam, il suffragio universale per il governatore e il parlamento locali, una commissione indipendente per indagare sul comportamento aggressivo della polizia durante le manifestazioni e il rilascio dei manifestanti arrestati).

Il primo effetto è stato che la Borsa di Hong Kong ha chiuso la seduta odierna con un rialzo del 3,9%, mentre Prada, quotata su questo listino ha messo a segno un +3,18%.

Il sentiment positivo degli investitori si è propagato per tutta la seduta ai titoli del lusso scambiati sulle principali piazze europee e sembra proseguire sul mercato americano.

In chiusura a Parigi Lvmh sale di oltre il 3%, mentre Kering registra un +2,8% ed Hermès un +1,99%. A Francoforte Hugo Boss cresce dell’1,6%, mentre a Londra Burberry segna un +2,2% e a Zurigo Richemont mette a segno un +2,6%.

Alla Borsa di Milano Moncler è uno dei migliori titoli del listino con un +3,9% ma salgono anche Cucinelli (+2,3%) e Ferragamo (+1,8%).

A New York Pvh, proprietaria di Tommy Hilfiger e Calvin Klein, registra un +8% in avvio di seduta, ma gli acquisti riguardano anche Capri Holdings (+3,4%) e Ralph Lauren (+3,6%),

Da qualche tempo, con la pubblicazione delle trimestrali, stanno emergendo i timori delle aziende della moda - tra le più recenti Pvh, che ha rivisto al ribasso gli obiettivi annuali - relative a ripercussioni sulle vendite a Hong Kong, con il prolungarsi delle proteste pro-democrazia e l’escalation di episodi violenti, che hanno frenato gli acquisti e il flusso di visitatori (per lo più dalla Cina mainland).

I media locali hanno riportato che nel mese di luglio le vendite retail sono scese dell’11,4% rispetto a un anno prima, a 34,4 miliardi di dollari (fonte: Hong Kong Census and Statistics Department), amplificando il -6,7% di giugno.

e.f.
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