NASCE LA HOLDING ECCELLENZE ITALIANE

Marco Marchi acquisisce Blumarine

Marco Marchi, fondatore e presidente di Liu Jo, ce l’ha fatta e ha posto la prima pietra del suo nuovo, grande progetto: aggregare brand di fascia alta, accomunati da forte distintività, e potenziarne la crescita tramite una nuova holding, battezzata Eccellenze Italiane.

Il primo step è proprio l’acquisizione di Blufin, cui fa capo il marchio Blumarine: un'operazione di cui si vocifera da tempo e ora ufficializzata da Liu Jo, che ha sottoscritto gli accordi per rilevare il 100% della società.

Per Marchi è una visione in nuce che comincia a concretizzarsi: «Con questa acquisizione prende forma il mio sogno imprenditoriale di aggregare delle eccellenze italiane e lanciarle nella competizione globale – commenta l’imprenditore -.  In un mercato in fortissima evoluzione i consumatori premiano i brand forti di identità distintive, che fanno della qualità e della creatività gli elementi fondanti».

«In Italia - aggiunge il patron di Liu Jo - esiste questo straordinario patrimonio di aziende, che tuttavia spesso non sono in grado di crescere per mancanza di massa critica, capitale, tecnologia, management e sinergie. Asset che solo un grande gruppo può garantire».

Con Eccellenze Italiane Marchi scende dunque in campo in prima persona per ridare lustro alla sua zona d’origine - il distretto carpigiano - e più in generale al Paese, basandosi su una filosofia di “Environmental Social Governance”, modalità di investimento responsabile che mette al centro la creazione di valore per tutti gli stakeholder coinvolti: «È un sogno, una mia visione imprenditoriale che si avvera - dice l'imprenditore - e che ha come punto di inizio l’acquisizione di Blumarine, un marchio di straordinaria reputazione e valore per l’Italia e il territorio carpigiano».

L’operazione, di cui non è stato reso noto il valore, è stata portata avanti senza intermediazioni bancarie ed è frutto di un accordo privato tra Marchi e la proprietà, la famiglia Tarabini.

«Mia madre Anna Molinari, io e tutta la nostra famiglia, riteniamo questo step estremamente positivo per lo sviluppo e la crescita dell’azienda e dei suoi brand – dichiara Gianguido Tarabini -. Crediamo fortemente nelle doti imprenditoriali di Marco Marchi, nel suo legame con il territorio e auspichiamo che questa operazione rappresenti un caso di successo dell’imprenditoria carpigiana e della moda italiana».

Il gruppo Blufin, che oltre a Blumarine è proprietario dei marchi Blugirl, Anna Molinari e Be Blumarine, è oggi presente in 50 Paesi e le sue collezioni sono distribuite in oltre 500 punti vendita, di cui 31 boutique e shop-in-shop monomarca in tutto il mondo.

Il fatturato consolidato 2018, comprensivo di royalties sulle licenze, è stato di 33 milioni di euro, generato per il 40% dal mercato domestico e per il 60% da quello internazionale.

Importanti le novità che prenderanno corpo già con la prossima stagione: un team di designer interno realizzerà una collezione capace di coniugare gli elementi distintivi di Blumarine con quello che sarà il nuovo percorso del brand, con l’obiettivo, come sottolinea Marco Marchi, di «valorizzare questa preziosa heritage e lanciarla nella contemporaneità con una nuova freschezza, rimanendo tuttavia fedeli ai suoi codici di romanticismo e femminilità».

Ancora in fase di definizione la direzione creativa, mentre certo è il ritono di Blumarine sulle passerelle della fashion week a settembre 2020.

L’obiettivo è quello di una crescita sostenibile: «Ci attende un importante e serio lavoro di riorganizzazione e rilancio, che dovrà dare ossigeno e nuova linfa a questa straordinaria realtà italiana – evidenzia Marco Marchi -. In cinque anni contiamo di arrivare a un fatturato di 50 milioni di euro, con un ebitda a doppia cifra. Vogliamo crescere sì, ma gradualmente e in modo sostenibile, anche per proteggere l’esclusività di questo gioiello del made in Italy».

a.t.
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