negli Usa

Fumata nera per la privatizzazione di Nordstrom: interrotte le trattative

Si sono concluse con un nulla di fatto le negoziazioni in corso tra il cda della catena Nordstrom e i membri della famiglia fondatrice, che avevavo manifestato l'intenzione di acquisire tutte le quote del gruppo statunitense e procedere successivamente al delisting.

 

Alla base del mancato accordo le divergenze sul prezzo, come fa fatto sapere il board del retailer ieri (20 marzo) in tarda serata a mercati Usa ormai chiusi, tanto che la notizia ha fatto perdere al titolo fino al 5%.

 

Gli eredi Nordstrom - tra cui i co-presidenti Blake, Peter ed Erik Nordstrom, il presidente James Nordstrom e il presidente emerito Bruce Nordstrom - avevano reso pubblica la volontà di acquistare il 70% della società non ancora in loro possesso e di uscire dalla Borsa lo scorso giugno.

 

I vertici della famiglia (che detengono il 31,2% del retailer) avrebbero cercato di allearsi con una realtà di private equity per la privatizzazione della società: si faceva il nome di Leonard Green & Partners, con un deal valutato circa 10 miliardi di dollari.

 

Ora lo stop alle trattative. Una commissione costituita appositamente dal cda della catena per valutare la proposta sul piatto ha spiegato che non è stato possibile raggiungere un'intesa sul prezzo, considerato inadeguato, e che «Nordstrom è ben posizionato per capitalizzare le opportunità future, al fine di guadagnare quote di mercato».

 

«Siamo fiduciosi - ha aggiunto il committee - nelle capacità del gruppo di sfruttare al meglio le sue competenze digitali e i suoi asset in termini di persone, prodotti e luoghi in cui opera per alimentare la crescita». Nessun commento è giunto invece dalla famiglia fondatrice.

 

stats