Nel bilancio a nove mesi

Ovs in calo, bene Upim (+7%)

Il Gruppo Ovs archivia i nove mesi dell’esercizio fiscale con ricavi pari a 990,9 milioni di euro, dai 1,01 miliardi dello stesso periodo del 2018.

Per il confronto sono state escluse le vendite sell-in realizzate verso l’ex-Sempione Fashion Ag.

L’insegna Ovs, in particolare, ha accusato un -3,8% a 809 milioni di euro, mentre le vendite di Upim sono salite del 7% a 182 milioni. Come si legge in una nota sulla performance di Ovs ha impattato la politica di minori immissioni di merce, mentre Upim ha potuto beneficiare di uno sviluppo del network più sostenuto.

Nel periodo terminato il 31 ottobre l’ebitda rettificato del gruppo è stato pari a 101,1 milioni, dai 104,1 precedenti (-2,9%) e l’ebit è diminuito da 63,2 a 57,4 milioni (-9,2%).

L’utile ante imposte rettificato è sceso invece a 43,3 milioni di euro (-15,5%).

Il miglioramento dei flussi di cassa ha permesso una riduzione dell’indebitamento, che è passato da 440,4 a 395,2 milioni.

A commento dei risultati, il ceo Stefano Beraldo ha spiegato che i fattori climatici sfavorevoli vengono sempre più mitigati da un aumento dell’offerta in-season e da una crescente flessibilità nella supply chain, che favorisce il miglioramento della rotazione del magazzino. Inoltre il gruppo sta introducendo prodotti premium, che alzano la qualità dei materiali e dove è sempre più presente il tema della sostenibilità.

Ovs, in particolare, sta puntando su un’offerta sostenibile e trasparente come dimostra la recente pubblicazione della ragione sociale dei fornitori di tutti i capi venduti online.

Il marchio Upim vuole essere sempre più vicino alle famiglie italiane e in tal senso sta procedendo a uno sviluppo commerciale non solo diretto e in franchising ma anche attraverso accordi con catene di ipermercati, come attesta l’apertura del primo shop in shop in un ipermercato a insegna Coop. 

e.f.
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