NEL TEAM ANCHE MANNUCCI E SALLORENZO

Da Antares un fondo per sostenere le aziende lusso e lifestyle in difficoltà

Sostenere le aziende italiane in difficoltà finanziarie e fiancheggiarle nel recupero, facendo leva su sinergia, digitalizzazione, valorizzazione dei brand e della filiera. Con questo scopo il private equity Antares Advisory è impegnato nel lancio di un nuovo fondo, focalizzato sulle realtà del lusso e lifestyle indebitate o classificate come Utp (Unlike-To-Pay).

«La natura del fondo è più industriale che finanziario», ha spiegato a wwd.com Giovanni Mannucci, partner e responsabile dell'operative team del luxury e lifestyle fund -. In un momento in cui l'economia è scossa dalla pandemia di coronavirus, che colpisce aziende di ogni dimensione, Antares fornirà non solo capitali privati, ma anche un team esperto di manager e professionisti specializzati».

Mannucci, con trascorsi ai vertici di marchi del menswear come Isaia, Boglioli e Pal Zileri, fa parte di una squadra in formazione, che comprende anche Gaetano Sallorenzo, ex Miroglio Fashion, Les Copains, Ralph Lauren e Calvin Klein, e Guido Vesin, membro del cda di Isaia ed ex a.d. di Banca Akros, co-fondatore di Antares (insieme a Stefano Romiti) nel 2009.

«Sfruttare le potenziali sinergie tra le società in portafoglio e la forte esperienza manageriale in questo settore, che ci permetterà di analizzare la situazione delle aziende e agire rapidamente», come spiega Sallorenzo, è la strategia di Antares, che punta a incrementare il valore dei marchi e dei loro processi produttivi, migliorare la digitalizzazione con l'iniezione di nuove tecnologie, valorizzare il territorio e l'artigianato italiano.

«Solo il 10% delle piccole e medie imprese vendono online: è un ritardo enorme», ha sottolineato Mannucci, evidenziando che è fondamentale «investire nella digitalizzazione e nella creazione di una nuova visione, in quanto abbiano notato una grande paura del cambiamento».

Con una durata prevista di sei anni, il nuovo fondo mira a una dotazione iniziale di circa 300 milioni di euro, di cui 50 finanziati da investitori privati e 250 milioni di crediti Utp conferiti dalle banche, come ha spiegato Vesin.

«L'industria del lusso e del lifestyle in Italia – ha aggiunto Mannucci – è composta da oltre 66mila aziende che generano un totale di 95 miliardi di euro, attraverso 500mila dipendenti – ha osservato Mannucci -. Proteggere la filiera è una priorità. Maggiori investimenti in tecnologia, distribuzione e sostenibilità sono tra gli strumenti per farlo».

«Il settore finora ha giocato in difesa – ha concluso -. Adesso ha bisogno di investire».

a.t.
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