nove mesi in calo, ma +7,5% nel trimestre

Showroomprivé: travel, second hand e upgrading dell’offerta danno ossigeno ai numeri

Il buon andamento del settore Travel & Ticketing, i risultati delle vendite second hand e la politica aziendale orientata verso il concetto di premiumizzazione hanno dato slancio ai risultati di Showroomprivé, che ha archiviato il primo quarter con una crescita del fatturato del 7,5%.

Il trimestre che si è chiuso il 30 settembre scorso a quota 144,7 milioni di euro ha beneficiato di performance migliori del previsto nei mesi di luglio e agosto, nonostante un calo del traffico e-commerce rispetto allo stesso periodo del 2021. I ricavi legati a Internet, in particolare, sono risultati in aumento del +7,6% a 142,8 milioni di euro.

In evoluzione anche il gross merchandise value, passato da 190,09 a 207,1 milioni di euro (+8,5%). Buona la performance del segmento internazionale, con un incremento dell'11,4%, superiore alla progressione registrata nel mercato francese. 

La performance positiva ha abbracciato tutti i segmenti del business, spiega una nota, come si diceva con risultati particolarmente soddisfacenti nel Travel & Ticketing, dove le vendite sono cresciute del +36% anno su anno. Soddisfacenti anche i risultati della divisione Beauté Privée, ma anche il marketplace in generale continua a evolvere. Da notare, in particolare, il +7,3% della dimensione media del carrello, legato a una politica di premiumizzazione.

Grazie a strategie mirate sui prezzi, nell’estate del 2022 il player dello smart shopping ha ridotto le scorte nell’estate del 2022. Inoltre è giunto a compimento il processo di integrazione della piattaforma The Bradery, il cui fatturato netto ora è completamente consolidato.

Nei nove mesi il fatturato è invece sceso del 13,9% sul 2021, benché in progressione del +5,4% rispetto al 2019. Un risultato dovuto ai cali riscontrati nei primi tre mesi del fiscal year, parzialmente compensati dalle buone performance degli ultimi tre. 

Per quanto riguarda le previsioni per l’anno fiscale, il player del commercio elettronico evidenzia la forte pressione sui margini dovuta al livello degli acquisti a magazzino nel primo semestre e agli sforzi legati ai prezzi per mantenere un'elevata competitività, in un contesto di mercato più difficile. A incidere sarà anche l’aumento degli oneri dovuti all’inflazione.

Uno scenario che ha portato Showroomprivé a uno stretto controllo dei costi, per fronteggiare il difficile momento. In parallelo si assiste a uno sviluppo continuo di nuove iniziative sul fronte Esg, tra cui il programma Second Show, lanciato di recente. L’obiettivo in questo momento, spiega una nota, è rafforzare ulteriormente il modello di business agile dell’azienda. 

Focus inoltre sulla governance del gruppo. Dopo le nomine interne di due vice a.d. lo scorso settembre, Showroomprivé ha reclutato nuove figure per ricoprire posti chiave in ambito risorse umane, marketing, relazioni esterne, Esg e Beauté Privée. 

«La significativa crescita del business nel terzo trimestre è una testimonianza della rilevanza del modello di business del gruppo in un contesto di mercato complicato - dichiara David Dayan, cofondatore, chairman and e ceo di Showroomprivé -. Nonostante la modesta ripresa del terzo trimestre, l'attuale volatilità del mercato è destinata a persistere per il resto dell'anno. In questo contesto, non siamo ancora in grado di fornire obiettivi di ricavi netti, né di redditività per l'intero anno 2022».

«Showroomprivé - prosegue - si sta attivando per preservare i propri margini in un contesto caratterizzato dall'inflazione dei costi e da un più pronunciato atteggiamento attendista da parte dei consumatori, al fine di promuovere un modello di business redditizio».

Nel 2021 ShowroomPrivé ha totalizzato 723,8 milioni di euro di ricavi, in aumento del 3,8% sull’anno prima.

c.me.
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