Nell'esercizio 2020

Safilo: seconda parte dell'anno in ripresa grazie a online e wholesale

Fatturato in calo nei 12 mesi, ma in ripresa nella seconda metà dell’anno per Safilo. Nell’esercizio 2020, le vendite nette preliminari del player dell’occhialeria si sono attestate a 780,3 milioni di euro, in flessione del 15,2% a cambi costanti e del 16,9% a cambi correnti, rispetto ai 939 milioni di euro registrati nel 2019. Un risultato che risente della forte flessione subita nel primo semestre dell’anno, con l’esplodere della pandemia.

Nel secondo semestre dell'anno le vendite nette di Safilo sono risultate invece in crescita del 4,5% a cambi costanti: risultato ascrivibile alla significativa ripresa del business registrata nel terzo trimestre e all'aumento delle vendite nel quarto, nonostante gli impatti negativi derivanti dalla seconda ondata della pandemia.

Nell’ultimo quarter, infatti, il fatturato ha toccato quota 225,6 milioni di euro, in progress del 3% a cambi costanti (-2,1% a cambi correnti) rispetto ai 230,4 milioni di euro dell'analogo trimestre 2019, una performance su cui ha inciso anche il progressivo miglioramento del business wholesale, che nel periodo ha ridotto il calo sull’anno precedente a un -1,6% a cambi costanti, rispetto al -5,5% registrato nel precedente.

Nel periodo, le acquisizioni di Privé Revaux e Blenders Eyewear hanno contribuito ai risultati del gruppo in Nord America, per un totale di 14,1 milioni di euro. In quest'area il business wholesale è salito dell’8,9% su base organica, escluse le acquisizioni e a cambi costanti. In progress double digit le vendite totali, con un 27,0% a cambi costanti e del 19,2% a cambi correnti, su cui hanno inciso le acquisizioni di cui sopra, anche se in maniera più contenuta rispetto ai precedenti due trimestri.

Negativo l’andamento in Europa, dove le vendite nette nel periodo hanno ceduto il 18% a cambi costanti (con il -16,% del business wholesale) e del 19,4% a cambi correnti, a causa della reintroduzione di misure restrittive per arginare la seconda ondata della pandemia.  

Colpiti in maniera particolare i canali specializzati come le boutique e il travel retail, mentre i clienti Internet pure player hanno proseguito la corsa.

Cresce double digit, invece, l’area Asia e Pacifico, con un +28,1% a cambi costanti e un +24,1% a cambi correnti, rispetto al -6,4% registrato nel terzo trimestre. Merito della forte accelerazione del business in Cina, più che triplicato nel quarto trimestre, e all'andamento più vivace nel mercato australiano.

In contrazione del 6,5% a cambi costanti e del 19,7% a cambi correnti, infine, il resto del mondo, dove si sono registrati andamenti positivi in Brasile e Messico e i primi segnali di recupero in Medio Oriente.

L’online ha continuato a correre nei tre mesi in esame, con una quota di circa il 12% delle vendite nette del gruppo (dal circa 4,5% nello stesso trimestre 2019).

Nell’anno, il business in Europa ha ceduto il 26,4% a cambi correnti e del 25,9% a cambi costanti, mentre il Nord America è salito del 2,5% a cambi correnti e del 4,7% a cambi costanti. Calo double digit per Asia-Pacifico (-22,2% e -20,9%) e per resto del mondo (-40,3% e -32,6%).

Nell’esercizio 2020 le vendite online di Safilo, comprensive delle acquisizioni, hanno raggiunto il 13% delle business totale, da circa il 4% nel 2019.

I risultati del quarto trimestre, spiega un comunicato, hanno permesso al gruppo di proseguire lungo il cammino di recupero degli utili iniziato nel terzo trimestre: «In valore assoluto, l’ebitda adjusted messo a segno nel secondo semestre dell’anno ha pienamente controbilanciato la significativa perdita registrata nel primo semestre, consentendo all’azienda di riportarsi sull’anno a break-even».

Su base preliminare, a fine dicembre 2020 l’indebitamento netto di gruppo è atteso intorno ai 179 milioni di euro (pre- IFRS 16), rispetto ai 155,8 milioni di euro a fine settembre 2020.

Il portafoglio marchi del gruppo è composto oggi dai brand di proprietà Blenders, Carrera, Polaroid, Privé Revaux, Safilo, Seventh Street e Smith, e dalle label in licenza Banana Republic, Boss, David Beckham, Elie Saab, Fendi, Fossil, Givenchy, Havaianas, Hugo, Isabel Marant, Jimmy Choo, Juicy Couture, Kate Spade New York, Levi’s, Liz Claiborne, Love Moschino, Marc Jacobs, Missoni, M Missoni, Moschino, Pierre Cardin, Ports, Rag&Bone, Rebecca Minkoff, Tommy Hilfiger, Tommy Jeans e Under Armour.

c.me.
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