Nessun rallentamento in Cina

Puma alza le stime dopo la trimestrale

I ricavi 2018 di Puma dovrebbero accelerare del 14%-16%, dopo un terzo trimestre terminato con un +14% a 1,24 miliardi di euro (a valute costanti).

In precedenza il gruppo tedesco aveva ipotizzato una crescita annuale fra il +12% e il
+14%.

La performance dell’ebit trimestrale (+28% a 130 milioni) ha anche portato a un miglioramento delle stime dell’utile operativo annuale, che dovrebbe attestarsi fra 325 e 335 milioni (+32% rispetto al 2017), dal precedente intervallo di 310-330 milioni.

Come ha spiegato il ceo Bjørn Gulden, il trend trimestrale beneficia dell’andamento double-digit nelle Americhe (+10%) e in Asia-Pacifico (+21%) e del buon andamento del segmento apparel (+27% nel quarter).

Sul mercato nordamericano stanno inoltre premiando gli sforzi per riallacciare i rapporti con il mondo del basket, sia nel segmento performance che nello sportstyle (nella foto, il modello Clyde Court Disrupt).

Il terzo trimestre è terminato con 77,5 milioni di euro di utili, dai precedenti 77,5 milioni. Nei nove mesi i profitti sono saliti del 31,7% a 176 milioni, dopo un incremento del fatturato a 3,42 miliardi (+16,7%).

In merito a un rallentamento dei consumi ipotizzato in Cina, sulla scia delle tensioni commerciali con gli Usa, come riporta l’agenzia Reuters Gulden ha tranquillizzato: «Non abbiamo avuto nessun segnale che i consumi stiano rallentando, nemmeno in ottobre».

Poco dopo le 16 il titolo corre alla Borsa di Francoforte: +6,81% a 431,50 euro per azione, mentre l’indice Dax segna un +0,54%.

e.f.
stats