niente moda al partenone

No di Atene alla sfilata di Gucci: «L'Acropoli non si tocca»

La Grecia risponde picche alla richiesta di Gucci di sfilare all'Acropoli. Secondo indiscrezioni, la casa di moda avrebbe messo sul piatto una cifra irrifiutabile, vista la situazione delle casse dello Stato. Ma da Firenze smentiscono: «Mai parlato di numeri».

 

La domanda di "affittare" il monumento simbolo della città, in base a quanto scrive Repubblica.it (che riporta le news uscite sulla stampa locale), sarebbe arrivata sul tavolo della Commissione Archeologica della Grecia (Kas) nei giorni scorsi con un'offerta difficile da respingere, considerato il settimo anno consecutivo di crisi dell'economia ellenica.

 

È però giallo sui numeri: in un primo tempo si è parlato di un totale di 56 milioni (un milione per uno show di un quarto d'ora, più altri 55 milioni per i diritti a girare e promuovere il filmato della passerella a livello internazionale), poi di 2 milioni in lavori di restauro in cambio di 900 secondi di sfilata, oltre che di altri milioni per i diritti video.

 

Di compensi per un'eventuale sfilata della collezione cruise (che di solito si tiene in giugno), secondo quanto ha fatto sapere la maison fiorentina con una nota, non si era ancora parlato.

 

«Confermiamo - si legge - di aver avuto un incontro con le autorità elleniche per esplorare la possibilità di un progetto di collaborazione culturale a lungo termine. Il nostro marchio non è nuovo a iniziative di questo genere; negli ultimi anni abbiamo collaborato con istituzioni quali Palazzo Strozzi a Firenze, Minsheng Museum a Shanghai, Chatsworth House in Inghilterra e Lacma a Los Angeles».

 

Ma, evidenzia il comunicato, «le speculazioni pubblicate relative a presunti impegni o offerte economiche diretti o indiretti, sono destituite da ogni fondamento».

 

In ogni caso, di fronte all'istanza della doppia G il Kas non ha voluto sentire ragioni, sebbene l'Acropoli avesse già fatto da palcoscenico a un evento di moda in passato - Dior nel 1951 - e per le pubblicità della Coca-Cola, di Lufthansa e Verizon.

 

«Il valore e il carattere dell'Acropoli sono incompatibili con un evento di questo tipo», hanno replicato secchi i "custodi" del Kas. Una risposta condivisa da Dimitris Pantermalis, direttore del Museo dove sono ospitati i resti del fregio del tempio antico e le Cariatidi: «Non abbiamo bisogno di pubblicità. Il simbolismo del monumento sarebbe svilito usandolo solo come "sfondo" per una sfilata di moda".

 

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