«Nessun cambio di ritmo in Cina»

Hermès cresce del 9% nel trimestre

Per il momento non c’è evidenza di un calo dei consumi cinesi nei numeri di Hermès, che archivia il terzo trimestre con un +9,4% delle vendite, a 1,46 miliardi di euro, sostenute dall’Asia-Pacifico (+11,8%) e dalle Americhe (+13,9%).

In Francia il gruppo delle borse Kelly ha segnato un +4,1% e nel resto d’Europa un +5,3%. In Giappone l’incremento delle vendite trimestrali è stato invece dell’8,8%.

Il segmento core maroquinerie-sellerie ha registrato un +11,7%, circa, in linea con la divisione Vêtement-accessoires (+11,2%), sulla scia del successo della sfilata per la prossima estate all’ippodromo parigino Longchamp (nella foto). Dinamici anche gli orologi, +7,2%. In flessione la seta e i profumi, rispettivamente dell’1,8% e dell’1,1%.

I ricavi globali di Hermès a cambi costanti hanno registrato un aumento del 9,6%, in rallentamento dal +11,6% del secondo trimestre.

Nei nove mesi al 30 settembre il fatturato ha realizzato un incremento del 10,7% a cambi costanti, a 4,3 miliardi di euro (+6,6% a valori correnti).

Come riportano i media francesi, il ceo Axel Dumas ha dichiarato in conferenza stampa che al momento attuale non c’è un cambio di tendenza sul mercato cinese, anche se si legge molto sulle preoccupazioni relative ai consumi, legate ai cali della Borsa di Shanghai, al rallentamento della crescita della Cina e agli attriti commerciali con gli Usa.

Dumas ha aggiunto che gli acquisti dei clienti cinesi al di fuori dei loro confini sono stati influenzati più dalle fluttuazioni dei cambi, che dal recente rafforzamento dei controlli alle frontiere, volto a promuovere il consumo interno e limitare il business del parallelo (daigou).

Poco dopo le 13 alla Borsa di Parigi il titolo Hermès regiatra un +0,2% à 504 euro per azione, mentre il Cac 40 sale dell’1,38%.

e.f.
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