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Simonetta arruola Attilio Mucelli come nuovo direttore generale

Proviene dal mondo accademico e dalla consulenza direzionale il nuovo direttore generale di Simonetta. Si tratta di Attilio Mucelli, che avrà il compito di definire e implementare «un nuovo percorso strategico, utile a rilanciare Simonetta in una prospettiva domestica e internazionale».

 

Già consulente della società, Mucelli ha maturato un’esperienza pluriennale in organizzazioni complesse, con una specializzazione particolare sui sistemi di pianificazione e controllo economico-finanziario della gestione aziendale.

 

Con la sua nomina, il presidente di Simonetta Roberto Stronati e gli amministratori Simonetta e Valeria Stronati, puntano sul rafforzamento sia dei marchi di proprietà (Simonetta, Simonetta Mini, Simonetta Tiny e Simonetta Shoes), sia di quelli in licenza (le linee bambino di Lanvin e Aston Martin), oltre a consolidare i rapporti con la maison Fendi, con la quale è attivo un contratto in esclusiva pluriennale di sviluppo e produzione.

 

«Colgo questo rapporto di collaborazione professionale con grande entusiasmo, convinto che Simonetta riuscirà a rinnovarsi nella tradizione - commenta Mucelli -. L’attenzione al mercato va coniugata con la costante ricerca del miglioramento nei processi interni di produzione ed esterni di approvvigionamento. L’efficienza e l’efficacia dell’azione manageriale devono essere sempre massime, in particolare in un momento come quello attuale di grande pressione competitiva».

 

Nell'augurare buon lavoro al nuovo manager in forze nell'azienda, Simonetta ringrazia anche Giuseppe Rossi, precedente direttore generale, per il lavoro svolto nei quattro anni di collaborazione.

 

La produzione annuale di Simonetta è di oltre 700mila capi d’abbigliamento e 20mila paia di calzature, distribuiti nei monomarca, nei department store e in un network di boutique multibrand in una quarantina di Paesi.

 

Con un organico di 120 collaboratori interni, l’azienda sviluppa un fatturato annuo di circa 34 milioni di euro, di cui il 75 % generato dal mercato estero.

 

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