malgrado ricavi in rialzo e ritorno all'utile

Ferragamo giù in Borsa dopo i conti, ma c'è ottimismo per Gobbetti che arriva l'1 gennaio

La trimestrale pubblicata ieri, 9 novembre, da Salvatore Ferragamo non si può certo definire deludente (vendite dei nove mesi in crescita e un ritorno all'utile), ma in titolo della maison è tra i peggiori alla Borsa di Milano, dove ha chiuso la seduta con un calo del 4%, con punte del - 7% durante la giornata di contrattazioni.

Gli investitori sono rimasti delusi per l'andamento dei ricavi che, sebbene in forte incremento sul 2020, restano al di sotto dei livelli 2019, al contrario di quanto accaduto ad altri gruppi del lusso, in particolare francesi.

A preoccupare è anche l'outlook incerto. «Non si ritiene - si legge nella nota sui conti - di fornire previsioni dettagliate relative alla chiusura dell’esercizio, mentre si conferma il miglioramento della performance dei mercati a più alta contribuzione».

Il calo registrato oggi da Ferragamo interrompe un trend molto positivo della maison nelle ultime settimane in Borsa: dallo scorso 11 ottobre a ieri il titolo si è apprezzato di quasi il 13%, riportandosi sui massimi 2021.

Il periodo gennaio-settembre è stato archiviato con un fatturato consolidato pari a 785 milioni di euro, in aumento del 33,9% a tassi di cambio correnti (+35,3% a cambi costanti) rispetto ai primi nove mesi 2020.

I ricavi del terzo trimestre sono cresciuti del 17,1% a tassi di cambio correnti (+17,4% a cambi costanti), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L'utile netto, inclusivo del risultato di terzi, è stato di 40 milioni di euro, rispetto ai -96 milioni registrati nei primi nove mesi 2020. L'utile netto di pertinenza è stato di 38 milioni di euro, rispetto ai precedenti 96 milioni di euro negativi.

Nel corso della conference call di ieri Michele Norsa, vicepresidente della maison, ha definito «ragionevole» il consensus degli analisti sui conti di fine anno, che prevede un giro d'affari di circa 1,12 miliardi e un ebit intorno ai 110 milioni, rispetto ai 916 milioni e ai -61,5 milioni del 2020.

Resta comunque un generale ottimismo in vista attesa dell'arrivo, il primo gennaio 2022, del nuovo amministratore delegato Marco Gobbetti, ex numero uno di Burberry.

an.bi.
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