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Aeffe: tutti gli indicatori a segno più, utile +144%

 

Nei primi nove mesi di quest'anno Aeffe ha registrato un fatturato di 235 milioni di euro (+10% a cambi costanti), con un ebitda di 30,4 milioni (+43%) e un utile netto di gruppo di 11,9 milioni (+144%). Molto buone le performance in Italia e in Europa, Russia non ancora in piena forma e Stati Uniti penalizzati dalla frenata dei department store.

 

Nel periodo considerato la società di San Giovanni in Marignano è passata da un fatturato di 213,8 milioni di euro a 235 milioni, con un +10% a cambi costanti e un +9,9% a cambi correnti.

 

La divisione Prêt-à-Porter ha totalizzato vendite per 179,9 milioni (+9,8%), mentre Calzature e Pelletteria hanno messo a segno un +12,8%, al lordo delle elisioni tra le unit, per complessivi 80 milioni.

 

Oltre il 49% del giro d'affari consolidato è da ascrivere al mercato italiano, al centro di un andamento decisamente positivo, attestato da un +20,2%, a quota 116 milioni di euro, grazie ai buoni risultati dei canali retail e wholesale.

 

A tassi di cambio costanti, l'Europa (che incide per il 20,8% sui ricavi) è progredita del 5,8%. Ancora debole (-3%) la Russia, che equivale al 3% del fatturato consolidato, ma il vero tallone d'Achille sono gli Stati Uniti, al 6,3% delle vendite, con un decremento del 13,4% a tassi costanti, soprattutto a causa dell'impasse dei department store.

 

Il resto del mondo ha portato nelle casse della società 48,2 milioni di euro, ossia il 20,5% del turnover, in rialzo del 3,8% a cambi costanti: merito in particolare della Greater China (+16%).

 

Passando ai canali distributivi, il wholesale si è portato avanti del 7,5%, rappresentando il 70% del fatturato, mentre i negozi a gestione diretta hanno fatto un balzo del 18,4%.

 

Uno sguardo generale ai nove mesi evidenzia un significativo miglioramento della marginalità, con un ebitda consolidato pari a 30,4 milioni di euro (il 13% del giro d'affari) rispetto ai precedenti 21,3 milioni (+42,9%). L'ebit consolidato si è aggirato sui 21,6 milioni, con un +76,9% sui 12,2 milioni dei primi nove mesi dell'analogo fiscal year.

 

L'utile pre-tasse ha raggiunto i 18,6 milioni, contro i passati 10,5 milioni (+77,4%). L'utile netto ha segnato un +143,6%, passando da 4,9 a 11,9 milioni.

 

Il patrimonio netto ha sfiorato i 147 milioni, con un indebitamento di oltre 66 milioni (un anno fa erano 77,6 milioni): questo in seguito ai migliori risultati economici e ai più soddisfacenti flussi di cassa.

 

«Guardiamo al futuro con positività - ha commentato il presidente esecutivo di Aeffe, Massimo Ferretti - anche grazie a una raccolta ordini primavera-estate 2018 in aumento del 15%. Risultati che ci fanno ben sperare e confermano la bontà dei capisaldi della nostra strategia di lungo termine, volta al rafforzamento della distintività dei marchi in capo all'azienda».

 

Distintività che nasce, come precisa Ferretti, da un incrocio tra la qualità delle collezioni e il servizio post-vendita, «con un orientamento a investimenti sul fronte dell'e-commerce e dello sviluppo retail» (nella foto, la primavera-estate 2018 di Moschino, una delle griffe nel portafoglio di Aeffe).

 

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