Nuove acquisizioni nel mirino

Thomas Plantenga (Vinted): «La crisi non frena la nostra corsa. Al via centinaia di nuovi posti di lavoro»

In un momento in cui l'inflazione e l’incertezza crescono, Vinted prospera. La app di resale, partita nel 2008 in Lituania su iniziativa di Milda Mitkute e Justas Janauskas e oggi diventata uno dei protagonisti indiscussi della moda second hand a livello europeo, non accenna a rallentare la sua corsa.

Con oltre 75 milioni di utenti registrati in 18 Paesi – la maggior parte di sesso femminile, con un’età compresa fra i 18 e i 39 anni – e nuovi mercati come Slovacchia, Ungheria e, dal mese scorso, Svezia, Vinted ha chiuso il 2021 con ricavi pari a 245 milioni di euro, in crescita del 65% sull’anno precedente.

Anche nei primi nove mesi del 2022 le entrate hanno continuato a lievitare double digit, raggiungendo quota 238 milioni di euro, in aumento del 37%.

«La maggior parte di noi si trova in una situazione in cui è necessario fare più attenzione al denaro», ha dichiarato il ceo Thomas Plantenga intervistato dal Financial Times, riferendosi all’aumento del costo della vita, che sta impattando sui consumatori e spostando la spesa sui rivenditori di usato.

Tanto che, mentre molte startup stanno riducendo i posti di lavoro, la società di Vilnius sta cercando di incrementare il numero dei suoi 1.500 dipendenti, assumendo «centinaia di persone quest’anno e l’anno prossimo», come sottolinea l’amministratore delegato.

Valutata nel maggio 2021 3,5 miliardi di euro, dopo essere diventata il primo unicorno lituano nel 2019, Vinted ha sempre operato con lo stesso mantra in testa: rendere l’acquisto di second hand la prima scelta.

Oggi i suoi competitor si chiamano Depop, Vestiaire Collective ma anche H&M (fra i retailer che stanno puntando sulla vendita di capi used), eppure Plantenga pensa che la vera concorrenza sia rappresentata da chi vende prodotti di prima mano. «Tutti stanno contribuendo allo sviluppo del mercato dei cosidetti capi pre-loved, lo spazio è così grande - ha affermato -. La nostra sfida è cambiare la mentalità delle persone, in modo che quando acquistano guardino prima all’usato che al nuovo».

Sull’onda dei successi fin qui registrati, Vinted sta apportando importanti miglioramenti alla sua “macchina”. Quest’anno ha diviso in due l'attività, separando il business spedizioni Go dal marketplace, e cercando di rendere la spedizione più semplice e sostenibile attraverso la creazione di una rete paneuropea di locker: un sistema che sta attualmente sperimentando in Francia, suo primo mercato.

«Puntiamo a fare in modo che i vestiti vengano messi per esempio in un locker nei Paesi Bassi e che una donna li possa ritirare direttamente in un locker in Francia», ha spiegato Plantenga.

Tra le sfide future da affrontare, oltre a quella delle spedizioni, ci sono i problemi legati alla sicurezza e a quello delle diverse valute, puntando nel contempo a svilupparsi tramite acquisizioni.

Nell’agosto scorso è stato completato l’acquisto di Rebelle, piattaforma fondata in Germania nel 2013 e specializzata nella vendita di moda di lusso di seconda mano, con marchi come Louis Vuitton, Prada e Cartier.

«L’operazione rappresenta un allontamento dall’attuale focus di Vinted sui “vestiti normali per persone normali”», ha detto il ceo, aggiungendo che le ragioni principali del deal sono state entrare nel settore della moda di fascia alta e migliorare le performance di Vinted in termini di fiducia e sicurezza, beneficiando del know-how di Rebelle in materia di autenticazione.

Tra le sfide future nuovi mercati da rafforzare, ma senza fretta: «L'Europa è la nostra casa e conosciamo bene quest’area», ha concluso Plantenga, mentre territori come gli Stati Uniti e il Canada «sono molto diversi e la strada per il successo è più lunga».



a.t.
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