Nuove sfide per il brand

L'Autre Chose: il fondo Sator sale al 100%

Con l'acquisizione di un'ulteriore quota del 16% Sator Private Equity Fund diventa azionista unico di L'Autre Chose. Un chiaro segnale della rilevanza del deal per l'investitore e per il brand, che si avvia a chiudere il fiscal year con una crescita double digit.

 

Fondata nel 1959 e basata nelle Marche, la società faceva capo alla famiglia Boccaccini, che nel 1987 ha lanciato il marchio L'Autre Chose, partito con le scarpe e poi arricchito con il ready-to-wear e con le borse. Nel 2013 i Boccaccini sono stati affiancati da Sator, il fondo fondato da Matteo Arpe, che ha rilevato un 49% delle quote, salendo all'84% nel 2016. Un percorso che oggi giunge a compimento con l'acquisizione del rimanente 16%.


Gli investimenti nel tempo sono stati rivolti al canale retail e, in parallelo, è stato avviato un iter di managerializzazione che ha portato nel giugno del 2018 alla nomina di Alice Carli ad a.d. e subito dopo all'arrivo al vertice creativo di Nicolò Beretta.

 

Un nuovo assetto mirato a impostare il business con un approccio più contemporaneo, secondo due linee guida. Da una parte lo scorso settembre è stato lanciato un nuovo canale e-commerce integrato con il retail e con Farfetch, in vista di una strategia di omnichannel pià incisiva.

 

Dall'altra sono stati firmati accordi che hanno portato a formare una rete vendita più esclusiva e capillare, con clienti come Rinascente, LuisaViaRoma, Tsum Mosca, Galeries Lafayette, Moda.ru, Bosco di Ciliegi, Beams, United Arrows e Isetan, che ha permesso di portare la collezione disegnata da Nicolò Beretta, anche in nuove realtà di punta a livello internazionale come Printemps.

 

Un approccio che ha portato a una previsione di crescita double digit del fatturato per l'anno fiscale che si chiude il 31 marzo 2019, rispetto ai 13 milioni dell'esercizio precedente, con l'export che vale il 40%.

c.me.
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