Nuove strategie

Caldarelli (Antony Morato): «Il nostro contemporary, tra underground e sartoriale»

Per presentare la collezione del prossimo inverno Antony Morato ha scelto una nuova chiave di lettura. Un evento svoltosi nei giorni di Pitti Uomo all’Auditorium Santo Stefano al Ponte che ha riunito gli stakeholder del mercato, rivenditori e partner commerciali, insieme al pubblico finale. Una presentazione concepita per mettere in evidenza l'accostamento dei contrasti all'interno della collezione con un format inedito: un video mapping in cui il mood contemporaneo e underground del marchio è stato riletto alla luce di dettagli e ispirazioni della tradizione sartoriale. Ne abbiamo parlato con Lello Caldarelli, presidente e direttore creativo del brand.  

 

La tecnologia digitale al servizio della moda per presentare una collezione: quale è la motivazione alla base di questa scelta?

Oggi la condicio sine qua non per avere successo è possedere il digital mindset, una forma mentis che consenta di comprendere appieno le potenzialità della rivoluzione digitale al servizio della moda. Un aspetto a cui sto dedicando grandissima attenzione, perché oggi un imprenditore deve avere ampia capacità di visione, notevole apertura mentale, decisa volontà di cambiamento ed essere capace di adottare un nuovo modus operandi per essere al passo con i tempi.

 

Si tratta di una formula destinata a ripetersi?

Essendo un visionario e un appassionato del mio lavoro potrei abbandonare il format o trasformarlo. L'importante oggi è essere in grado di soddisfare le aspettative dei buyer, tenendo conto delle esigenze del consumatore finale.

 

La collezione per il prossimo inverno mixa mood contemporary e spirito underground: in che modo si conciliano questi due aspetti?

Il nostro è un marchio italiano, che affonda le sue radici nel mondo sartoriale, ma al tempo stesso è una label contemporary, aperta ai nuovi stimoli. Le forme sartoriali italiane e l’artigianalità napoletana sono i due elementi che attraversano il tempo e lo spazio in un rapporto dialettico con i materiali e i dettagli: da qui nasce un guardaroba individuale unico per ogni singolo uomo.

 

Come sta evolvendo il prodotto?
L’uomo, come la moda, ha fatto molti passi avanti ed è consapevole di cosa desidera nel proprio armadio. È più competente in fatto di stile e pone alla base della sua ricerca individuale una definizione personale del concetto di handmade, grazie a una conoscenza approfondita dei materiali e dei procedimenti sartoriali. Perciò non c'è un vero target a cui ci rivolgiamo, ma desideriamo creare collezioni che gli uomini contemporanei possano indossare in occasioni eleganti o sportive. Un uomo capace di abbinare una giacca a un pantalone in denim super-trattato o di indossare un jogg pant per un aperitivo con delle sneaker caratterizzate da dettagli di colore e inserti gommati.

 

Avete in programma l'opening di nuovi negozi o l'espansione in nuovi mercati?

Continuiamo a consolidare i molteplici canali attivi a oggi, con la previsione di aprire alcuni negozi nel secondo semestre del 2020 in Spagna.

 

Lo scorso anno avete inaugurato un avveniristico centro logistico a Piacenza, per accelerare sull'omnicanalità: con quali risultati?

Il "progetto Piacenza" ha rafforzato la strategia mobility e omnichannel e si sta consolidando in maniera veloce, ma il break even lo raggiungeremo a giugno di quest’anno.

 

 Con che giro di affari chiudete il 2019 e quali i raffronti con il 2018?

Il fatturato dell’azienda è in crescita e ha superato ampiamente i 100 milioni di euro a livello agglomerato, grazie alle nostra strategia di crescita sul canale online e all'ampliamento della presenza del brand in tutto il mondo.

A Firenze : Antony Morato protagonista con l'evento Oxymoron




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A cura della redazione
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