nuovi assetti

Il 41,2% di Missoni al Fondo Strategico Italiano. Michele Norsa sarà vicepresidente

Anche se la trattativa era in corso da circa 10 mesi, nessuna indiscrezione è circolata fino al momento dell'ufficializzazione: il Fondo Strategico Italiano guidato da Maurizio Tamagnini entra nel capitale di Missoni con una quota pari al 41,2% del capitale, il restante 58,8% resta in mano alla famiglia fondatrice.

 

L'operazione "da circa 70 milioni" come ha precisato Maurizio Tamagnini, a.d. del fondo che fa capo alla Cassa depositi e prestiti,  avverrà attraverso un aumento di capitale. «È un progetto realizzato al servizio della crescita - ha aggiunto Tamagnini - e non per necessità di monetizzazione della famiglia, che rimane e contininuerà a investire».

 

Alla luce del deal il cda sarà composto da sette membri: Angela Missoni, presidente, il fratello Luca Missoni e il nipote Giacomo Missoni (figlio di Vittorio scomparso nel 2013) avranno un ruolo di consiglieri, oltre a Rosita Missoni che rimarrà presidente onorario. L'ex ceo di Ferragamo e Valentino Michele Norsa, fautore dell'incontro tra la famiglia Missoni e il Fsi) ricoprirà la carica di vice presidente.

 

«Sono fiera di sottolineare - è stato il commento di Angela Missoni aprendo la conferenza stampa con cui è stato annunciato il deal - che la famiglia è arrivata unita al traguardo dei 65 anni di attività e che tutte le tre generazioni della famiglia Missoni sono felici e convinte di questo accordo con Fondo strategico italiano.

 

«Siamo un diamante grezzo, il nostro marchio ha un potenziale infinitamente maggiore rispetto al nostro fatturato - ha aggiunto Angela, che manterrà l'incarico di direttore creativo anche in questa nuova fase - ed era arrivato il momento di trovare il partner finanziario giusto che ci potesse sostenere in un percorso di espansione. E siamo convinti di averlo trovato in Fsi».

 

Il piano di sviluppo si focalizzerà su una ulteriore espansione internazionale, sull’allargamento dell’offerta, e su un significativo sviluppo del canale retail per il marchio, il cui giro d'affari si aggira intorno ai 150 milioni di euro.

Uno dei possibili effetti di questa operazione per la casa di moda è l'approdo in Borsa, e proprio in vista di una possbile quotazione  l'intervento del fondo e quindi della Cassa depositi e prestiti difende preventivamente l'azienda italiana dal possibile interesse di grandi colossi stranieri di cui si è molto parlato negli ultimi anni.

«Per me sarebbe un sogno - ha commentato Michele Norsa - si tratterebbe della terza azienda che accompagnerei in Borsa dopo Valentino e Ferragamo». Norsa ha anche spiegato che i driver di crescita nei prossimi anni saranno «l'espansione in Cina, il potenziamento dell'online e il rafforzamento della rete retail, visto che attualmente le vendite di Missoni avvengono attraverso il wholesale di lusso».

«Nel prossimo quinquennio prevediamo una crescita organica che sarà single digit, affiancata da una crescita del perimetro grazie agli investimenti. Lo sviluppo sarà dunque high single digit o a doppia cifra a seconda dei mercati», ha proseguito Norsa, che può contare sia su un'amicizia di lunga data con Rosita e Thai Missoni, oltre a una profonda conoscenza del brand Missoni. 

La strada di Norsa e il marchio di base a Sumirago si sono infatti incrociate professionalmente già due volte in passato. «Ai tempi della Marzotto - ricorda il manager - che produceva lle collezione Missoni Uomo, e poi da Valentino che è stato licenziatario di M Missoni»
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Quanto alla possibile quotazione, che per la stessa Angela è uno degli obiettivi della famiglia, spetta a Tamagnini dare qualche dettaglio in più. «La Borsa è sicuramente un obiettivo, ma non sarà una situazione immediata: si deve procedere senza fretta, quando sarà il momento il flottante sarà fornito dal fondo, mentre la famiglia, visto la partecipazione ampiamente di maggioranza in suo possesso, avrà la possibilità di monetizzare una quota».


In questa nuova fase non è previsata la presenza di un amministratore delegato, sarà l'attuale direttore generale con ampie deleghe Emilio Carbonera Giani a guidare l'azienda (siederà anche nel board), affiancato da Norsa.

All'operazione ha lavorato il folto numero di advisor: Rothschild (advisor finanziario della famiglia Missoni), LTP (che ha lavorato al piano indistriale), Carnelutti Studio Legale Associato e Studio Legale BonelliErede, Studio Castelli Professionisti Associati e Studio Biscozzi Nobili, EY.

Nella foto da sinistra Luca Missoni, Michele Norsa, Maurizio Tamagnini, Giacomo Missoni, Rosita Missoni, Angela Missoni

an.bi.
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