Nuovi orizzonti per la holding

Exor finalizza l’intesa con Christian Louboutin: nascerà un polo del lusso-moda?

Annunciato lo scorso 8 marzo, si è concluso oggi il deal di investimento di Exor, che si aggiudica il 24% della maison calzaturiera Christian Louboutin. Un’operazione da 541 milioni di euro mirata ad accelerare lo sviluppo del brand, insieme ai suoi fondatori. La holding della famiglia Agnelli amplia il raggio di azione nel settore lusso-moda e potrebbe cosiderare nuovi e più importanti investimenti, come lascia presagire anche una recente intervista a Giorgio Armani

Il closing con Louboutin è avvenuto entro la fine del secondo trimestre 2021, come da intese, e ora si attende l’ingresso nel board di due rappresentati della holding sotto la guida di John Elkann (nella foto).

Si tratta di un nuovo step nel percorso di avvicinamento di Exor al mondo della moda, dopo il debutto a fine 2020 con un investimento di 80 milioni con Hermés in Shang Xia, etichetta luxury cinese. 

Passi che potrebbero preludere ad alleanze ben più sostanziose, come lascia intendere una recente intervista di Giorgio Armani Vogue, in cui lo stilista non ha escluso l’ipotesi di possibili aperture a partner esterni, senza però fare nomi. Gli indizi, tuttavia, conducono proprio a Exor, dal momento che Armani ha parlato di una realtà italiana molto importante (escludendo gruppi stranieri) e non necessariamente del settore della moda. Anche se la famiglia Agnelli ha poi fatto sapere di non commentare le speculazioni di mercato, lasciando intendere di non essere coinvolta nell'accordo. 

Il gruppo di investimento gestito dalla famiglia Agnelli è meglio conosciuto per i suoi interessi al di fuori dei confini dell'industria della moda. Questi includono partecipazioni nella società di riassicurazione PartnerRe Ltd., la squadra di calcio italiana Juventus FC, il gruppo multimediale italiano Gedi Gruppo Editoriale, la casa automobilistica di lusso Ferrari, l'editore Economist GroupCNH Industrial NV Stellantis, che è il risultato della recente fusione tra il gruppo Fiat Chrysler Automobiles e il gruppo automobilistico francese PSA.

Proprio Ferrari potrebbe diventare l’«aggregatore» ideale per dare vita a un conglomerato moda-lusso del made in Italy, anche se la società ha smentito questa ipotesi. Un rumor che aveva iniziato a circolare all’inizio di febbraio in concomitanza con la ricerca di un nuovo ceo della società del cavallino, dopo il passo indietro di Louis Camilleri alla fine del 2020.

Come si legge su Mf Fashion, indiscrezioni avevano individuato in un terzetto di top manager i candidati più appetibili per il ruolo. Si tratta di Marco Bizzarri, ceo di Gucci, che aveva smentito ufficialmente i rumors, di Hans Hoegstedt, ex ceo Miroglio fashion e oggi ceo di Tom Dixon studio, e di Stefano Sassi, ex ceo di Valentino, attualmente da Etro nel ruolo di consulente del direttore generale Francesco Freschi.

Il consiglio di amministrazione di Ferrari è piuttosto emblematico da questo punto di vista, con Delphine Arnault, vicepresidente esecutivo di Louis VuittonFrancesca Bellettini, presidente e amministratore delegato di Yves Saint Laurent, e John Galantic, presidente e direttore operativo di Chanel Inc., tutti con posizioni di direttori non esecutivi. La sorella di John Elkann, Ginevra, inoltre è amministratore indipendente nel board di Kering dal 2018.

c.me.
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