Al via in 200 negozi

Alberti presenta Own: «Il successo è essere un laboratorio di circolarità e trasparenza»

Investire seriamente in sostenibilità non è una prerogativa esclusiva dei big brand del lusso. Anche molte realtà medio-piccolo italiane sono alle prese con progetti sostenibili ampi e complessi, che vanno oltre la singola capsule collection realizzata in materiale green o riciclato.

Tra questi spicca il nome di Own - Off With Nature, un marchio di abbigliamento uomo e donna appena lanciato nei negozi, ma che per presentare sul mercato prodotti, dotati delle principali certificazioni internazionali, tra cui Gots, Oeko e Ocs, ha impiegato anni.

«È stato un processo laborioso, ma anche molto stimolante», ha raccontato a fashionmagazine.it Marilena Alberti, che nel 2017 ha deciso di affiancare all’esperienza alla guida dell’azienda di famiglia, che produce abbigliamento conto terzi, la creazione di un brand con una forte impronta sostenibile. 

«Da subito - ha proseguito l’imprenditrice - ci siamo dati come obiettivo quello di proporre collezioni di moda alla portata di tutti e basate su idee innovative, capaci di salvaguardare il pianeta. Anche per questo abbiamo deciso di svincolarci dalle tempistiche imposte dal fashion system, perché ogni capo firmato Own sarà crosseason. La collezione è destinata ad ampliarsi di nuovi prodotti, ma la spinta non sarà il trend del momento, bensì la nostra capacità di offrire contenuti innovativi e migliori».

Per la collezione d’esordio, la primavera-estate 2022, che propone circa 120 capi come T-shirt, hoodies, tracksuits, joggers, cappellini, sono state utilizzate solo materie prime organiche o derivanti da processi di riciclo, con filiere di approvvigionamento certificate, ma per la prossima primavera-estate 2023 Alberti punta a introdurre nuove tecnologie, che hanno il potenziale di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale di Own.

«A partire dalla primavera-estate 2023 - racconta Alberti - proporremo dei capi colorati con processi di tintura a base vegana, utilizzando coloranti ottenuti dagli scarti di frutta o di origine botanica. In più stiamo studiando tessuti capaci di contribuire al benessere generale della persona grazie alle nanotecnologie».

Sul fronte dell’offerta prodotto, invece, non è previsto un rilevante ampliamento della gamma, che resterà incentrata su capi semplici e ideali per la vita all’aria aperta. «Introdurremo colori nuovi – precisa Alberti - e forse qualche modello, senza stravolgimenti, anche perché rispettare i vincoli di molte certificazioni pone una serie di limiti alla creatività».

Pur focalizzandosi su una distribuzione direct to consumer attraverso il proprio e-shop, Own è entrato da subito in circa 200 punti vendita, con l’obiettivo di portare a quota 400 il numero di clienti wholesale entro l’estate SS23. «In Germania siamo all’interno di piccole boutique, mentre in Italia siamo legati alle catene del fitness, pur non essendo un brand di activewear. Dall’autunno-inverno saremo presenti anche in Francia e in Spagna. In generale stiamo riscontrando interesse soprattutto nei Paesi in cui il tema della sostenibilità è più integrato con la cultura generale».

Collaborazioni cross merchandising con aziende di altri settori che hanno una visione in linea con quella del brand, ma anche partecipazione a fiere ed eventi «ma solo quelli con un senso, ovvero che hanno un seguito fra chi è interessato alla sostenibilità», sono gli asset della futura crescita del marchio.

«Ora che il lavoro tecnico legato alla supply chain è stato impostato – conclude Alberti – è il momento di impegnarsi in attività che possano attirare l’attenzione sui valori e la sensibilità del brand, un passaggio obbligato per entrare in contatto con una community attenta e consapevole».  

an.bi.
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