Obiettivo portare il format retail oltreconfine

Berwich spinge l’acceleratore sul Nord America e punta al Middle East

Di scena allo scorso Pitti Uomo, Berwich ha proposto per la prossima Spring-Summer 2023 una collezione che rilegge i classici pattern, ridisegnati in modo inedito e con impasti particolari di colore. Il brand prosegue il percorso di internazionalizzazione e guarda a nuovi mercati, in attesa di esportare oltreconfine il format del flagship milanese, a partire dal Medio Oriente.

Nello stand al salone il direttore creativo Massimo Gianfrate ha mostrato le nuove proposte, che utilizzano materie prime naturali come lino e canapa e che sono il risultato di collaborazioni con fornitori di tessuto di primo piano su disegni e variantature esclusive.

«Per quanto riguarda le vestibilità - ha spiegato - il mercato ci dà ragione sulla scelta di proporre forme più morbide, che ci hanno portato a inserire nuovi modelli come il pantalone fatigue e quello a doppia pince rovesciata, con dettagli desunti dalla tecnica sartoriale reinventati secondo una logica contemporanea».

Forme morbide e modelli più lunghi anche per la donna, che oggi vale il 20% del giro di affari e che continua a crescere.

Nonostante le turbolenze del mercato, il brand ha chiuso il 2021 con un giro di affari di 11 milioni di euro, di cui il 65% realizzato oltrefrontiera, con una progressione del 7/8% sul 2019. «Ci ha premiato il fatto che abbiamo conservato la nostra identità di specialisti del pantalone», tiene a puntualizzare il direttore creativo della label.

Berwich espande i propri orizzonti in Europa e fuori dal Vecchio Continente: «Stiamo aprendo al Nord America, dove siamo alla terza stagione con risultati sempre in crescita. E siamo approdati anche in Spagna, dove pian piano evolviamo, mentre i numeri in ascesa del Giappone compensano le défaillance della Russia».

Tra le prossime scommesse c’è sicuramente il Medio Oriente, dove la label punta a inaugurare presto il primo flagship oltreconfine, sul modello di quello di Milano: «Un mercato dove non esiste una distribuzione multibrand e dove occorre trovare un partner credibile, per poter aprire nei principali mall».

Sul fronte wholesale il marchio è in vendita in circa 180 negozi in Italia, mentre nel mondo si arriva a quota 380.

Intanto cresce l’e-commerce, inaugurato due anni fa in pandemia e che oggi vale circa l’8% del giro di affari. «Attualmente spediamo solo in Europa - chiarisce Gianfrate -. Pensiamo di andare oltre solo quando il business si consoliderà e questa attività sarà correlata, sostenuta ed equilibrata con le attività dei nostri clienti, che restano sempre i multibrand, con cui occorre tessere progetti di e-commerce all'insegna della condivisione degli articoli in vendita».

A proposito di capi, oggi un pantalone di Berwich va in vendita al cosumatore dai 179 ai 199 euro. «Putroppo con le turbolenze dei mercati i listini cresceranno tra il 4% e il 7% circa da questa stagione - ha annunciato Gianfrate -. Un passaggio obbligatorio, che si lega al caos di filiera derivante dalla catena di approvvigionamento e dai costi dei trasporti e dell’energia. Basti pensare che abbiamo un impianto stiro di dimensioni rilevanti in azienda, alimentato a gas metano».

Sul fronte dell’energia elettrica, invece, l’azienda pugliese di Martina Franca ha ottenuto quasi l’indipendenza energetica (circa il 75/80%): «Uno step fondamentale in un percorso verso la sostenibilità iniziato circa 10 anni fa, che oggi ci vede attenti su molteplici fronti, tra cui il riciclo di lana e fibre sintetiche, che vengono utilizzate per la collezione».

Intanto il brand si sta strutturando anche per affrontare il Metaverso ma, avverte Gianfrate, «si tratta di un territorio che non può esistere se non c’è una bella realtà che crei l’interesse, per viverla anche fuori dal mondo fisico».

c.me.
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