Old Navy procederà stand alone

Gap Inc. avrà due società quotate dopo lo split

Il retailer americano Gap Inc. pensa di creare due società indipendenti quotate a New York: da un lato Old Navy, dall’altro una newco che include i restanti marchi Gap, Athleta, Banana Republic, Intermix e Hill City.

Nei piani del gruppo, lo spin-off permetterà a ciascuna azienda di massimizzare sia i propri obiettivi che la flessibilità, allineare gli investimenti alle necessità di ciascun business e ottimizzare la struttura dei costi. «Questa iniziativa - ha spiegato Robert Fisher, chairman del board di Gap Inc. - è dettata anche dal fatto che il business model di Old Navy e la sua base di consumatori stanno progressivamente divergendo dagli altri segmenti in portafoglio a Gap».

Old Navy è un marchio americano di abbigliamento a prezzi democratici da circa 8 miliardi di dollari di ricavi l’anno, che intende portare avanti una propria strategia real estate, evolvere sul fronte omni-channel ed espandere le categorie di prodotto per continuare a crescere nel proprio comparto. Dopo la separazione, Sonia Syngal manterrà i ruoli attuali di president e ceo e l’attuale president e ceo di Gap Inc., Art Peck, resterà con le stesse cariche al vertice della newco, un’entità da 9 miliardi di fatturato l’anno con un portafoglio marchi differenziato e consumatori complementari.

L’annuncio dello split arriva in contemporanea con la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre fiscale. La società quotata sul Nyse ha realizzato 276 milioni di dollari di utili, dai 205 milioni di un anno prima, mentre le vendite nette sono scese a 4,6 miliardi di dollari (-1% a periodi comparabili), leggermente al di sotto delle previsioni degli analisti (4,7 miliardi). Old Navy, in particolare ha mantenuto costanti i ricavi (dal +9% di 12 mesi prima), mentre Gap ha accusato un -5% (da costanti) e Banana Republic un -1% (da +1%).

Su base annuale Old Navy ha realizzato un +3% (dal +6% di un anno prima), Gap ha accusato un -5% (da -1%) e Banana Republic un +14% (da -2%). L’intero gruppo nel fiscal year terminato il 2 febbraio ha raggiunto i 16,6 miliardi di dollari di vendite, dai precedenti 15,8. L’utile è passato da 848 a un miliardo di dollari.

e.f.
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