Operatori da Cina, Giappone e Corea

La carica dei buyer asiatici: obiettivo il made in Puglia

Dall'abbigliamento formale maschile al meglio dei capispalla donna, passando per la moda bimbo. È stata un'esperienza a 360 gradi nella moda made in Puglia, quella vissuta da 20 operatori asiatici che dall'8 al 10 aprile scorsi sono entrati in contatto con altrettante aziende del territorio, toccando con mano l’eccellenza della filiera locale.

Una tre giorni dove buyer, ma anche distributori e titolari di brand, hanno potuto conoscere gli imprenditori locali e confrontarsi con loro nel corso di incontri d'affari e visite aziendali.

Fra le realtà del territorio coinvolte nell'iniziativa battezata Incoming Trade Mission To Apulia nomi come Gst-Gruppo Sviluppo Tessile (marchio Havana&Co.), Ve.An Fashion (marchio Alessandro dell'Acqua), Nardelli, Sps manifatture, Berwich, Gordon, Zero&Company, Carnevale Maglificio e Malip.

La missione di incoming si è aperta lunedì 8 aprile alla Fiera del Levante di Bari con un workshop (nella foto) ed è proseguita con un tour che ha visto gli operatori provenienti da Cina, Giappone, Corea, Singapore e Tailandia fare tappa a Taranto, Martina Franca, Sava e in altre località.

L'iniziativa è frutto della sinergia tra Regione Puglia, Sistema Moda Italia e le Confindustrie di Puglia e Taranto e con il supporto della Camera di Commercio italiana in Corea.

Le aziende che hanno partecipato alla prima edizione di Incoming Trade Mission To Apulia raccontano di una buona base di partenza per sviluppare ulteriormente il loro business in Asia, «un mercato molto grande e denso di opportunità».

I numeri danno loro ragione, visto che la domanda è in crescita. L'anno scorso la Puglia ha incrementato le sue esportazioni  di tessuti, capi di abbigliamento e calzature per un valore di 53,5 milioni di euro, con performance in crescita soprattutto verso la Corea del Sud (+5,6%) e la Tailandia (+265%).

«Ma si può e si deve fare di più - precisa Salvatore Toma, nella duplice veste di imprenditore coinvolto nell'iniziativa attraverso la VeAn Fashion e di presidente della Sezione Moda di Confindustria Taranto e di Confindustria Puglia - . La spinta deve essere orientata alla costruzione di relazioni con buyer e distributori, allo sviluppo di uno storytelling pugliese capace di bucare a livello internazionale».

«Ci sono molte opportunità da cogliere e non solo in Asia - prosegue l'imprenditore di Sava -. Il perno rimane però la capacità di fare rete, che non è innata negli italiani, né tantomeno nel dna dei pugliesi. Eppure è strategica e necessaria per posizionare il made in Apulia almeno al pari del made in Tuscany».

an.bi.
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