Osservatorio permanente Confimprese-EY

Il mese di ottobre gela la ripresa dei consumi (-24,7%). E a novembre il trend prosegue

Scendono drasticamente nel mese di ottobre i consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e food, che registrano un -24,7%, in peggioramento rispetto al -13,5% di settembre. Il dato progressivo annuo si attesta al -33,5%, percentuale che sale al -41% se si considerano gli otto mesi tra marzo e ottobre. Non va meglio in novembre: le rilevazioni sui primi 15 giorni del mese riportano flessioni significative per le categorie analizzate, con l’abbigliamento che flette del 48%. 

Questo lo scenario delineato dall’Osservatorio permanente Confimprese-EY. Una situazione frutto delle restrizioni adottate dal Governo, ma sui cui pesa anche il mood negativo dei cittadini.

Nel mese di ottobre soffrono ancora la ristorazione (-27,2%) e l'abbigliamento, che scende del -26,5%. Fanalino di coda è il travel, con il -64,6% a ottobre  e il -60,3% sul progressivo anno. 

A livello geografico il Nord-Est e il Sud del Paese registrano risultati migliori rispetto a Nord-Ovest e Centro. Negative in particolare Lazio, Sardegna, Liguria e Toscana, anche se è la Campania a registrare la peggiore performance con un -31,5%.

Per quanto riguarda le aree del trade, le high street con il -31,3% confermano l’andamento peggiore già evidenziato nei mesi precedenti, a testimonianza delle diverse abitudini dei consumatori, che tendono a privilegiare la vita di quartiere e i negozi di vicinanza. Flettono anche i centri commerciali (-26,5%) e gli outlet (-16,3%), mentre i negozi che reggono maggiormente si trovano nelle altre zone (-20,8%).

Nel primi 15 giorni di novembre lo scenario è ancora più grigio: l’osservatorio di Confimprese-Ey mette evidenzia cali del 46,7% nella ristorazione e del 48% nell'abbigliamento. Ancora peggiore l’andamento degli ingressi nei centri commerciali, con un -55%. 

«Il mese di ottobre gela la lenta ripresa dei consumi - afferma Mario Maiocchi, direttore del Centro Studi Confimprese -. L'introduzione di misure restrittive nelle grandi superfici di alcune regioni e nella ristorazione, insieme a un clima di preoccupazione per il rinvigorire dei contagi e alla confusione generata nei consumatori da un susseguirsi di regole e limitazioni in continuo cambiamento e sovrapposizione nazionale, regionale e comunale, hanno contribuito a questa brusca inversione di trend».

«Le vendite dei settori retail non-food e ristorazione hanno dimostrato di essere fortemente legate alle misure di limitazione dell'apertura dei punti vendita, mentre il consumatore ha dimostrato che, ove possibile, vuole ritornare a spendere e ad avere una vita sociale – aggiunge Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy Ey -. Per il mese di novembre prevediamo cali differenziati a seconda del tempismo delle regioni nell'adottare le misure restrittive alle varie attività commerciali».

c.me.
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