Ottimismo dopo i ricavi a 65 mld

Arnault: «Anno record per Lvmh. Il metaverso? Da scoprire, ma non per vendere sneaker a 10 euro»

Ricavi record nel 2021 per Lvmh, che lo scorso anno ha raggiunto quota 64,2 miliardi di euro di vendite (+44% sul 2020 e +20% sul 2019). L'utile netto è cresciuto del 156% rispetto all'anno precedente.

Nel solo quarto trimestre l’incremento del fatturato è stato del 22% rispetto all'analogo periodo 2019 e riflette l’accelerazione della crescita delle attività. A brillare sono state, in particolare, la moda e la pelletteria che hanno raggiunto livelli record, registrando un aumento delle vendite del 51% rispetto al 2019.

Con dati del genere Bernard Arnault, patron del gruppo Lvmh, non poteva che mostrarsi ottimista sul futuro, nonostante la Cina ancora chiusa e il dilagare di Omicron. «L'anno è cominciato bene - ha commentato l'imprenditore incontrando gli analisti -. Siamo convinti che Lvmh sia in una posizione eccellente per rafforzare ulteriormente la propria leadership nel mercato globale del lusso».

Le prospettive del gruppo restano positive, nonostante fattori di rischio come l'inflazione e il caro-energia. «Noi di Lvmh sappiamo attraversare le crisi economiche, anche se non ne prevedo una alle porte», ha spiegato Arnault, che è stato anche interrogato dagli analisti sulle nuove frontiere di vendita e sullo sfruttamento di opportunità digitali come il Metaverso.

«Si tratta di un mondo puramente virtuale e noi vendiamo prodotti reali», ha sottolineato il numero uno di Lvmh, dimostrando molta cautela verso il fenomeno del momento. «Il nostro obiettivo, comunque, non è vendere sneaker a dieci euro» ha proseguito, allertando sul pericolo della creazione di “bolle” finanziarie, com'è successo all'inizio degli anni Duemila nella Silicon Valley.

Alla presentazione dei dati con gli analisti, oltre a tutti i figli di Arnault ha partecipato Antonio Belloni, direttore generale del gruppo, che si è espresso positivamente sul nuovo corso di Fendi con lo stilista Kim Jones e sulla strategia di Bulgari, volta a riposizionare le vendite soprattutto nelle sue boutique.

Arnault ha parlato inoltre di Tiffany, il più grande investimento del colosso francese, che l'imprenditore definisce un eccellente affare: «Alla fine non abbiamo pagato tanto e, tenuto conto dei risultati, l'investimento è già stato ripagato» ha commentato, non escludendo altre acquisizioni. «Non bisogna per forza cercare: spesso è meglio cogliere le opportunità che si presentano», ha concluso.
an.bi.
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