PARLA IL CEO FABIO MALLONI

Il digitale, la Cina, il menswear: il nuovo corso di Malloni

Durante la pandemia lo hanno fatto tutti e lo ha fatto anche Malloni: guardare in faccia la realtà e trovare le migliori exit strategy. L’azienda di abbigliamento e calzature a capo dell’omonimo marchio e di Ixos non si è però voluta limitare ad azioni palliative per arginare le ripercussioni dell'emergenza sanitaria, ma ha colto l’occasione per ripensare il proprio assetto organizzativo e manageriale, introducendo nuove figure professionali e divisioni ad hoc per cavalcare l’accelerazione digitale, rimarcare la propria brand identity con proposte più mirate e format di uscita in linea con le attuali esigenze dei retailer, ridefinire e razionalizzare il network distributivo. Ce ne parla Fabio Malloni, fondatore del brand Malloni e ceo del gruppo di Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo.

Partiamo dal prodotto: che cos’è cambiato in questo 2020 e cosa cambierà per Malloni e Ixos?
Abbiamo puntato a una maggiore focalizzazione per ambedue i marchi, concentrando l’offerta su proposte mirate. Per Malloni, il brand ammiraglio firmato dalla creative director Floriana Orsetto, abbiamo portato avanti la politica di collaborazioni con figure professionali esterne, che potessero dare un valore aggiunto sul fronte sartoriale. Mentre per Ixos abbiamo avviato alcuni progetti innovativi, come Ixos Beyond, una serie di capsule see-now-buy-now: un servizio in grado di mantenere sempre fresca l’offerta nei punti vendita e pensato per non ipotecare gli ordini dei negozianti, che in questo momento non se la sentono di assumersi un rischio eccessivo. L'iniziativa sta avendo buoni riscontri e ci dà fiducia. Nei progetti c’è anche il lancio del menswear Ixos, che vorremmo far partire con la primavera-estate 2022, e non è escluso che anche Malloni abbia presto il suo côté maschile.

Sul fronte distributivo come vi state muovendo?
Anche in questo caso abbiamo rivisto i pesi, assecondando la forte spinta del canale online e ridefinendo la nostra struttura retail diretta. La decisione è stata quella di razionalizzare gli spazi e riunire nei tre monomarca più importanti di Milano, Firenze e Roma l’intero mondo dell’azienda, senza differenziazioni per Malloni e Ixos, che prima facevano capo a location differenti. E di mantenere invece inalterato lo store di Venezia. Le novità più importanti sono però quelle introdotte per il digitale, con l’istituzione di un ufficio marketing dedicato. I risultati sono stati a dir poco entusiasmanti, con performance dell’e-commerce quasi raddoppiate rispetto all’anno scorso. Tanto che la previsione per il 2021 è che le vendite online possano pesare fino al 10% sul fatturato totale. Stanno cambiando anche gli equilibri wholesale: ai 110 multimarca che contiamo in Italia si aggiungeranno presto nuovi clienti esteri.

Quali i progetti?
Fino al 2019 il mercato domestico pesava per l’85% sul nostro giro d’affari, ma questa percentuale è destinata a cambiare alla luce delle nuove iniziative avviate oltreconfine. Abbiamo stretto una collaborazione con un partner cinese per lo sviluppo di questo mercato, che oggi copre il 40% dell’ordinato, e buoni risultati ci aspettiamo anche dalla Russia, dove siamo operativi con un distributore locale. Siamo nel bel mezzo della campagna vendite, ma penso che l’export potrà valere un 22-25% del business nel 2021.

Che obiettivi avete per quest’anno?
Nel 2020, causa pandemia, abbiamo perso il 38% del fatturato, scendendo a 13 milioni rispetto ai 20 dell’anno prima. Ma nel 2021 speriamo di recuperare lo svantaggio accumulato, arrivando ai 19 milioni di euro.

a.t.
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