Parla il direttore creativo

Massimo Gianfrate (Berwich): «Pronti per il piano retail»

Berwich spinge l'acceleratore sulla sostenibilità con una capsule speciale in chiave green presentata a Pitti Uomo. Intanto è al via il piano retail, con l'imminente opening del primo store a Milano. Lo racconta Massimo Gianfrate, direttore creativo dell'azienda pugliese, apprezzata per i suoi pantaloni made in Italy, realizzati con un'attenzione sartoriale.

 

Quali gli highlights di prodotto per la Spring-Summer 2020?

Tra i temi di punta spicca la capsule di capi in tessuti ottenuti da cicli produttivi eco-certificati, con fodere e accessori esclusivamente green. La sostenibilità è un percorso imprescindibile da seguire e noi teniamo il passo.

 

Cosa mi può dire sulle altre proposte in collezione?

Abbiamo realizzato una serie di capi in materie mosse e fresche, dai seeersucker alle mische di cotone e lino agli hopsack di puro cotone. Le gabardine tendono ad avere una mano fluida, fresca e molto croccante, mentre abbiamo affrontato il tema vintage utilizzando teloni di lino abitualmente non utilizzati per i pantaloni, interpretati con finissimi dettagli e aspetti sartoriali. C'è anche una serie di capi funzionali in cotone e lino, lana e lino, saglia di cotone interpretati in ottica sportiva con elastici in vita, coulisse e mood jogger.

 

Quali le iniziative più importanti in cantiere?

Siamo pronti per il progetto retail che ci consentirà di conquistare delle bandierine in mercati ancora inesplorati come Medio Oriente e alcune zone del Far East, dove la strada del wholesale è impossibile. Debuttiamo a Milano, presumibilmente entro l'anno, con uno store nel Quadrilatero che accoglierà anche la parte showroom. In parallelo ci accingiamo a rinforzare i nostri investimenti su un e-commerce molto più strutturato. Ciò senza nulla togliere ai nostri clienti wholesale (263 vetrine in Italia e 523 all'estero, ndr), che continuiamo a seguire con la stessa cura e dedizione.

 

Come avete chiuso il 2018?

Abbiamo archiviato l'anno con un giro di affari di 8 milioni, in progress del 7%, di cui il 18% coperti dalla linea femminile. L'estero vale il 62%, con Russia, Giappone, Corea ed Europa tra i mercati di riferimento.

c.me.
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