parla il direttore generale del brand

Emanuele Mazziotta (Coccinelle): «Il progetto con Barbie, un passo avanti nella nostra strategia cliente-centrica»

«La cliente è al centro di tutto, una consapevolezza che la pandemia ha reso ancora più forte»: così Emanuele Mazziotta, direttore generale di Coccinelle, nel giorno in cui viene lanciato un nuovo progetto insieme a Barbie.

Come spiega Mazziotta, Coccinelle for Barbie è una bag-manifesto in nylon, con i manici in pelle per rimarcare la tradizione artigianale italiana e un nastro di gros-grain, su cui campeggia la scritta The Future Is Limitless in caratteri graffiti-style rosa su nero e viceversa.

Colori contrapposti ma anche complementari, a esprimere i due volti della femminilità: dolcezza e coraggio, gentilezza e ribellione.

Lo slogan The Future Is Limitless si ritrova dentro la borsa, in modo da ribadire che le donne possono e devono essere padrone del loro futuro.


«L'approccio woman for woman, che ci contraddistingue, è anche quello inclusivo di Barbie, che nel corso del tempo è diventata lo specchio di diverse fisicità e anche delle disabilità - spiega Mazziotta -. Su questo terreno ci siamo trovati e ora parte una sinergia di respiro internazionale, che toccherà 25 Paesi coinvolgendo una serie di ambassador e le loro storie, all'insegna di inclusione e positività».

Un modo per dialogare con un pubblico anche più giovane del target abituale di Coccinelle, «ma, al di là delle fasce di età, quello che ci preme è parlare lo stesso linguaggio di donne reali, esigenti, price sensitive - sottolinea il manager - attraverso una comunicazione meno patinata. Un percorso iniziato nel 2019, ma indubbiamente accelerato dalla pandemia».

Nell'ottica customer centric rientra l'abitudine di realizzare ricerche tra le consumatrici e test di prodotto, che hanno portato a collezioni più mirate, arricchite da colab che continueranno anche nei prossimi mesi, e a una maggiore attenzione al servizio. «Come si suol dire, l'altra faccia della crisi è l'opportunità - riflette Mazziotta -. Noi l'abbiamo colta diventando più coesi all'interno dei nostri vari dipartimenti: volevamo alzare l'asticella in fatto di flessibilità e velocità e direi che ci siamo riusciti».

Distribuito in 125 negozi monobrand e un migliaio tra multimarca e department store, il marchio di borse e pelletteria ha visto come molti decollare l'e-commerce nel 2020, con una crescita a doppia cifra alta che sta proseguendo in questo 2021: «Le vendite dirette online ormai arrivano al 10% del fatturato, una percentuale che raddoppia se si considerano anche quelle indirette».

Ma al di là del fattore puramente business, «l'e-commerce è, come il retail fisico, una vetrina per il marchio e un'occasione di visibilità. In entrambi i casi il servizio, sempre più omnicanale e interattivo, è la chiave di volta e a questo proposito sono in arrivo a breve importanti novità».

Dopo le difficili prove del 2020, rese ancora più ostiche dalla brusca frenata di un canale in precedenza molto dinamico per l'affordable luxury come il travel retail, e la risalita del 2021 («Già nel primo semestre abbiamo recuperato posizioni»), Coccinelle conta nel 2022 di tornare sui livelli del 2019, con un centinaio di milioni di fatturato.

I ricavi sono suddivisi al 45% in Italia e al 55% all'estero, dove i mercati chiave sono Germania, Austria, Svizzera, Est Europa e Russia.

«Oltre a questi territori, l'Asia è il futuro - conclude Emanuele Mazziotta -. Abbiamo aperto un monomarca a Taiwan e due pop up in Giappone, a Tokyo e Osaka, spingendoci in Mongolia con un nuovo punto vendita e in Kazakistan con altri due. Recente, inoltre, il lancio dell'e-commerce in Corea. Quanto alla Cina, ovviamente fa parte del "pacchetto Asia" su cui ci stiamo sempre più focalizzando».




a.b.
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